Zani. Il colore del Levante

La misura del tempo è codificata dalla conoscenza dell’uomo ed è determinata dalle cose e dalle azioni quotidiane. Luce, buio, notte, giorno costituiscono la misura di quel qualcosa che sai resta immutabile, ma quando l’orologio della vita ti invita a percorrere strade nuove ti poni tante domande e quelle lancette ti regalano emozioni.

Incontrare Enrico Zani e ascoltare la sua storia è come rivedere quel bambino, nato nel 1952 che amava disegnare ma che nella vita ha fatto altro.

Si impegnò in politica amministrativa, amò la pallavolo, l’equitazione e non per ultimo dedicò molto tempo al volontariato. Poi nel bilancio della sua esistenza prese campo e spazio la passione per la pittura e il suo orologio accelerò i minuti marcando quel nuovo itinerario verso i colori che assunsero ritmi temporali diversi e lo portarono a vedere il sole all’alba, al tramonto, le piccole insenature del mare, le onde che accarezzavano la sabbia e quelle brevi colline che muovono l’orizzonte nascondendo le luci intense e le penombre quando la luce vi si nasconde dietro.

Nato in terra bresciana, coronata dalle Torbiere e specchiata nel lago d’Iseo, cominciò a godere del bianco nevischio che copriva la collina della Francia corta. Il mar ligure poi lo conquistò, quei colori abbaglianti del levante d’estate ed il delicato color marrone della vegetazione dell’autunno lo portarono  a Moneglia. Grazie all’insegnamento della pittrice Cevenini, degli amici Luciano Baroni e Giovanni Silistrini, riuscì ad apprendere le tecniche sul colore che lo hanno fatto poi amare quest’arte.

Da lì sono nati i suoi quadri pieni di luce, dove le asperità delle colline e delle valli si sfidano in un continuo gioco di forme, creando orizzonti sempre diversi. Perché, quando li guardi, puoi scorgere l’ombra del sole che si nasconde tra il mare e il verde delle colline. Originali sono anche i suoi dipinti realizzati su lastre di nera lavagna.

Tutta la Liguria rivive nei suoi dipinti: Moneglia e l’oratorio dei Disciplini, i tipici carruggi, i mari quando sono calmi o in burrasca, i notturni, i tramonti, i giochi dei bambini sulla sabbia, la luna in cielo, la baia del silenzio e Sestri visto dall’alto, quell’abbazia a S. Fruttuoso, le trasparenze di Riomaggiore, di Manarola e Deiva,  la mareggiata  a Camogli, un cesto di limoni appena raccolti il cui profumo sembra entrarti nelle radici. Quadri di respiro universale, in cui ritrovare tracce di sen dipinti dei suoi due amici: i cani Vanda e Caffè!

Una pittura fatta di tante sfaccettature e che non riesce a nascondere quella passione rimasta nascosta fin dall’infanzia, e ora esplosa come un fuoco d’artificio tra le mani di Enrico Zani.

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