Un tuffo nella memoria: Sergio Chiarandini e il filo d’oro dello sport
Nel grigiore di una sera ancora lontana dalla notte, il rientro da un infruttuoso incontro letterario su farfalle e nuvole, rivela all’improvviso un antico sodalizio e la stretta di mano con uno degli sportivi illustri in una categoria che ha faticato “a emergere”.
L’incontro è con uno dei soci fondatori della società sportiva Manara — nata nel 1968, insieme al quale, la sottoscritta di dedicò alla preparazione dei ragazzi per i Giochi della Gioventù, quella manifestazione che oggi ha ri-preso la denominazione di Nuovi Giochi della Gioventù.
Attraverso una chiara ripartizione delle competenze tra il settore maschile (di mia competenza),e quello femminile (di competenza di Franco Lo Cascio, il socio fondatore suddetto) l’attività svolta nell’arco di tre-quattro anni garantì alla società vittorie e premi di rilevanza regionale e nazionale, fino ai prestigiosi risultati ottenuti nella cornice dello Stadio dei Marmi a Roma.
Formammo una squadra di pallavolo e furono molto partecipate anche le gare di corsa sulle lunghe distanze, così come una sfida in un concorso a ostacoli nel maneggio di Rapallo. I pomeriggi trascorsi nei giardini delle scuole e, quando pioveva, in palestra, vedevano ragazzi e ragazze impegnarsi nelle corse dei 60 metri, nel lancio del peso, nel salto in lungo e in quello in alto, oltre che nell’apprendimento dello scambio del testimone nella staffetta.
Quella sera il nostro discorso sul passato fu breve. Franco mi presentò un signore, o meglio un “omone” di quasi due metri, con uno sguardo che sembrava emergere dal buio sotto un cappello dalle larghe tese.
“Ti presento Sergio Chiarandini, il primo nuotatore italiano che vinse, nel 1991, una medaglia d’argento in Australia, a Swan River Perth, nel Campionato mondiale di nuoto in acque libere.”
Ed è proprio in questo inatteso ritrovo che ho avuto l’onore di fare una conoscenza straordinaria: Sergio Chiarandini, il primo nuotatore italiano che nel 1991 vinse la medaglia d’argento in Australia, a Perth, nel campionato mondiale di nuoto in acque libere.
Da giornalista sportiva e allenatrice, non ho potuto celare l’emozione provata di trovarmi di fronte a un atleta che contribuì ad abbattere i pregiudizi di quello che allora era considerato uno sport dissennato. Un autentico apripista per intere generazioni di campioni azzurri, non ultimo Gregorio Paltrinieri.
Questo incontro eccezionale si è intrecciato in modo naturale, con il presente di Sestri Levante e con la recente organizzazione del Periplo Manara, di cui Franco Lo Cascio, è instancabile promotore. Si tratta di una suggestiva gara di mezzofondo in mare aperto di 4 chilometri, che unisce la Baia del Silenzio a Riva Ponente.
Un percorso che è un vero spettacolo della natura: i 140 nuotatori iscritti sono rimasti affascinati dal nuotare costeggiando rocce e acque cristalline, tra fondali impreziositi da posidonie e savalia.
È una tradizione viva dal 1978, quando la società Aquamara organizzò la prima edizione. All’epoca i tradizionali gozzi accompagnavano tutti i partecipanti e, raggiunta la punta nei pressi dell’edicola della Madonna del Soccorso, gli atleti ricevevano la benedizione del parroco di San Bartolomeo.
A una manifestazione così intrisa di storia e passione marina, non poteva certo mancare la presenza del grande Sergio Chiarandini. Sotto i suoi occhi esperti, il Periplo ha visto trionfare Stefano Gentili in campo maschile e Alessandra Biscotti in quello femminile.
La gioia più grande, forse, è arrivata dalla gara amatori, dove a primeggiare è stata Laura Adorni, portacolori proprio dell’associazione Aquamara 1968.
La chiusura perfetta di un cerchio, in una giornata in cui i ricordi di ieri e l’entusiasmo di oggi si sono abbracciati tra le onde, in cui lo sport riacquista la sua valenza inclusiva, aggregante e solidale.

