Gentile signor Troisi, grazie per aver reso fare cinema più umano

Nella mostra Troisi poeta Massimo che si organizzò presso il romano Teatro Dioscuri del Quirinale, venne esposto un prezioso e raro cimelio, la lettera che il regista premio Oscar Paolo Sorrentino, ancora studente di Economia e Commercio ma desideroso di lavorare nel cinema, scrisse all’autore, attore e regista Massimo Troisi, scomparso nel 1994 e di cui il 19 febbraio 2023 celebriamo il 70° anniversario della nascita.

Sorrentino, oggi tra i più internazionalmente acclamati registi italiani e vincitore del Premio Oscar 2014  per La grande bellezza, quando scrisse a Troisi, nel 1991, aveva poco più di vent’anni. Poi deciderà di abbandonare gli studi universitari per dedicarsi completamente al cinema, ma a quel tempo, leggiamo nella lettera, era ancora incerto sulla strada da intraprendere: aveva vissuto, scrive, esperienze sconfortanti che dovrebbero riguardare non il suo compito da aiuto regista del film di Enzo Decaro (attore, quest’ultimo, che con Lello Arena e Massimo Troisi formava il trio La smorfia), ma il suo lavoro da ispettore di produzione al film Il verificatore di Stefano Incerti.

 

Non sappiamo se la lettera ebbe risposta ma Troisi rimase per il giovane Sorrentino motivo di ispirazione ed esortazione per proseguire nella sua passione cinematografica e abbandonare gli studi di Economia Commercio.

Anni dopo dirà alla stampa di non aver mai conosciuto di persona Troisi, ma “la sua figura è stata unica perché capace di rendere umano un mondo del cinema” che a un giovane “sembrava inaccessibile, scorbutico. Ti faceva credere che si potesse far cinema con dolcezza, tenerezza, ironia, intelligenza, doti che da ragazzo cerchi di coltivare più di altre. Troisi è stato un esempio nel modo di stare al mondo e affrontare il cinema”. A conferma di queste parole Sorrentino ha dedicato a Troisi il film di matrice autobiografica È stata la mano di Dio.

La mostra Troisi poeta Massimo a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, fu organizzata nel 2019 dall’ Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film, in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra.

La diffusione della lettera la dobbiamo alla giornalista Giulia Bianconi che, in occasione della mostra, la pubblicò su Twitter.

 

 

Immagini: 1) 1991, la lettera che un ancora giovanissimo Paolo Sorrentino inviò a Massimo Troisi; 2) l’autore, regista e attore Massimo Troisi (1953 – 1994); 2) Massimo Troisi; 3) cast del film ‘È stata la mano di Dio’,  terzo da sinistra nella fila in alto Enzo Decaro e alla sua sinistra Paolo Sorrentino  

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