Sandro Mazzola. Il campione che non ha mai smesso di essere uomo

Perché tra le decine di libri allineati nella libreria le mie mani, quest’estate, hanno scelto il libro che raccontava la vita di Sandro Mazzola? Una semplice combinazione o forse un presentimento?

La storia della sua vita inizia con un tragico macigno caduto sulle sue spalle quando ancora era un fanciullo: la morte del padre Valentino a Superga. Sandro quel 4 maggio 1949 era il primogenito e aveva ancora bisogno della vicinanza del padre ma reagì come un adulto. Continuò gli studi e scelse come disciplina sportiva, il calcio.

 

Nel raccontare la sua vita non cerca mai di dare una spiegazione ai suoi successi o a qualche delusione perché cresciuto in una famiglia portatrice di pace e serenità.

Tira i suoi primi calci nei campetti di periferia, il suo è un fisico, giudicato gracile e in alcuni provini viene scartato, ma lui non molla, e l’impegno che ci mette lo porta a essere un grande giocatore, un professionista serio senza atteggiamenti da prima donna, cosciente di quanto gli affetti familiari siano prevalenti nel suo stile di vita.

Formatosi una famiglia con quattro figli viene sempre portato a esempio sia nell’ambiente del calcio che ovunque. Evita talvolta le interviste e per questo viene considerato un poco triste ma ciò lo rende decisamente umano. Chissà quanti allenatori oggi lo vorrebbero nella loro squadra, ovvero un uomo normale che ama il calcio e lavora per renderlo più bello. Eppure, dietro questa semplicità, c’è una carriera costellata di grandi successi: campione d’Europa, vincitore di Coppe dei Campioni e di titoli di campione d’Italia.

Quando qualcuno gli chiedeva se volesse assomigliare a suo padre rispondeva: “Non sono cresciuto per imitare mio padre che è stato un grande giocatore del passato. Non lo posso imitare perché non l’ho conosciuto.”

Oggi ci manca l’uomo sincero, semplice, l’amico, vicino di casa, la bandiera di un Inter che forse molti rimpiangono, un atleta amato perché molti si rivedevano in lui, quel ragazzino che ha saputo sconfiggere il dolore più grande, affrontare la vita a viso aperto e ripetersi in ogni momento: “Ci riuscirò, ce la farò”

Foto di copertina: la foto di copertina che raffigura Mazzola che dà la manao a Giacomo Bulgarelli capitano del Bologna, è tratta dall’album dell’arbitro Domenico Sorrentino

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Una risposta

  1. Maria Buttò ha detto:

    Bellissimo articolo su Sandro Mazzola che viene descritto come era veramente.
    Come sempre la Sanguineti ci fa arrivare al cuore della persona.
    Era il tempo del vero calcio che forse non vedremo più.
    Peccato

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