10 maggio 1933. Dove si bruciano i libri si bruceranno gli uomini

L’introduzione della lista dei libri proibiti diffusasi nelle scuole statunitensi, conferisce particolare importanza alla ricorrenza dei Bücherverbrennungen, i roghi dei libr, che ebbero luogo a Berlino, così come in altre città tedesche, il 10 maggio 1933.

Nella sola capitale tedesca furono bruciati circa 25mila testi dagli studenti nazisti, aderenti alla Nationalsozialistische Deutsche Studentenbund (Associazione Nazionalsocialista degli Studenti Tedeschi) coordinati dal ministro della Propaganda Joseph Goebbels, che volle dare all’azione il massimo risalto.  I roghi accesi di sera erano accolti da folle acclamanti, tra cui , molti dei professori dell’Università Friedrich-Wilhelm.

Adolf Hitler a capo del partito Nazionalsocialista era salito al potere il precedente 30 gennaio e non aveva perso tempo per gettare le basi della sua dittatura di estrema destra che cesserà soltanto nel 1945 con la sconfitta della Germani della Seconda guerra mondiale.

Ottenuti i pieni poteri dal Parlamento, Hitler aveva già aperto il primo campo di concentramento a Dachau e avviato il boicottaggio dei negozi degli ebrei: prime azioni che delineavano l’ideologia nazista colpendo coloro che considerava nemici da abbattere e quei roghi non erano che l’uccisione simbolica che sfocerà nelle tragedie degli anni successivi.

Tra le opere date alle fiamme i testi religiosi come la Bibbia e le pubblicazioni dei Testimoni di Geova, gli scritti storicamente rivoluzionari di Galileo Galilei, Giordano Bruno,  Charles Darwin,  dei teorici ed esponenti del socialismo da Karl Marx a Bertold Brecht, i libri di autori ebrei trai i quali Franz Kafka e Stefan Zweig e degli scrittori germanici dissidenti – un nome per tutti Thomas Mann – di scrittori stranieri come Ernest Hemingway, fino all’archivio e la biblioteca dell’Istituto per la Scienza e la Sessualità ritenuto troppo liberale nei confronti dell’omosessualità e della transessualità.

E, ora sappiamo, il libro Todeskampf der Freiheit (Agonia della libertà) dell’italiano Pietro Nenni, leader socialista riparato in Francia per il fascismo che la Fondazione omonima ha fatto ristampare da Arcadia Edizione con il titolo Sei anni di guerra civile in Italia e che presenta l’11 maggio 2023 presso il Centro Convegni Bruno Buozzi a Roma. La figlia di Nenni, Vittoria, nelle file della Resistenza francese, morirà nel luglio 1943 a 28 anni, nel campo di concentramento di Auschwitz.

Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini, vaticinò un secolo prima il poeta tedesco Heinrich Heine, al rogo anche lui, novant’anni fa a Berlino nella piazza berlinese Bebelplatz, dove Goebbels nel suo discorso elogiando il gesto degli studenti asserì che quel che si stava bruciando era “lo spirito malvagio del passato”.

In quella stessa piazza, oggi l’opera dell’artista israeliano Micha Ulmann ricorda quel 10 maggio 1933 con un monumento sotterraneo ma visibile attraverso una lastra trasparente d’inciampo: chi guarda in basso vede una biblioteca con gli scaffali vuoti, accanto una lastra riporta le parole di Heine.

 

Immagini 1) Berlino, 1933 immagine d’epoca; 2-3) il monumento commemorativo dei Bücherverbrennungen, i roghi dei libri a Bebelplatz di Berlino – photos by Wikimedia; 4) tra i libri gettati alle fiamme 90 anni fa, il testo di Pietro Nenni ristampato in questi giorni 

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