Pirateria informatica e arte. L’impegno civico di Paolo Cirio

Praticare l’hackeraggio, discuterne l’etica impiegando l’estetica per elaborare “contro-narrazioni, contro-sorveglianza e contro discriminazione” ci spiega il comunicato stampa della mostra monografica Al Attacks Cirio Show, che il Foam Museum di Amsterdam dedicata all’artista, pirata informatico e attivista Paolo Cirio.

Raccolta di installazioni, stampe, video e manufatti a testimonianza dell’impegno di questo torinese, classe 1979, paladino dei diritti civili, abile informatico e artista, inerenti ai suoi progetti – elaborazioni: Capture, Obscurity, Street Ghosts e il recente, commissionato, Resurrect.

Ogni azione di pirateria informatica genera il corrispettivo artistico.

Capture del 2020, è frutto del tentativo di profilare 4mila agenti di polizia francesi con riconoscimento facciale, tecnologia usata per identificare i sospetti. Con il riconoscimento facciale si identifica una persona analizzando le sue fattezze, mette a repentaglio la privacy e alla tutela dei dati personali. Con Capture Cirio ha denunciato la sorveglianza di massa. Lanciando una campagna contro il riconoscimento facciale in Europa ha raccolto più di 50mila firme, accolta dalla Commissione Europea che nel 2023 ha emanato leggi più severe contro il riconoscimento facciale tramite l’intelligenza artificiale e l’uso dei dati biometrici.

Obscurity testimonia l’oscuramento di 15 milioni di casellari giudiziari degli USA che Cirio ha compiuto nel 2016.

Street Ghosts, lavoro in progress dal 2012, rivela l’attacco di Cirio a Google Street View, prendendo e pubblicando le fotografie (che poi ha incollato sui muri di varie città del mondo) di individui nei luoghi esatti in cui erano stati fotografati da Google: un atto di denuncia sull’abuso della proprietà dell’immagine e sull’occulta raccolta dati degli utenti.

Con Resurrect (ampiamente descritto, come gli altri, al link paolocirio.net – solo show – Al Attacks) Cirio affronta, l’attualissimo tema dell’intelligenza artificiale non regolamentata (colpevolmente non regolamentata ci permettiamo di aggiungere) così da “amplificare” e/o provocare conflitti culturali “espressi nelle guerre dell’informazione che le strutture di potere vogliono dominare e gli attivisti devono contestare”.  Seguendo il tema, ricorrendo alla tecnologia deep-fake, Cirio tratta anche il problema del furto d’identità digitale che con le frodi creditizie sono in aumento.

Ma l’impegno non si esaurisce con l’arte o con le attività di crowdsourcing: Cirio collabora con avvocati e giornalisti, scrive saggi e tiene conferenze e workshop in molte università.

Per la sua arte ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Per il suo impegno di hacker activity numerose minacce.

 

Immagine: Paolo Cirio – by paolocirio.net – work-capature. Per seguire il suo lavoro di hacker activity, consigliamo il suo profilo  Facebook – Paolo.Cirio ART, mentre il sito ufficiale è all’indirizzo web: paolocirio.net

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