Nuovi frammenti dei Fasti Ostienses celebrano Adriano

“Due nuovi frammenti dei Fasti Ostienses emergono dalla seconda campagna di scavo del progetto OPS – Ostia Post Scriptum, curato dal Parco Archeologico di Ostia Antica in collaborazione con l’Università di Catania e il Politecnico di Bari” lo rende noto il Ministero della Cultura.

Rinvenuti nella zona del Faro di Porta Marina, i frammenti dei Fasti riportano notizie sulla vita politica e monumentale degli anni 126-128 d.C., sotto il regno di Adriano, precisamente quando il 1° gennaio del 128 il celebre imperatore assunse il titolo di Pater Patriae e la moglie Sabina quello di Augusta.

Per celebrare questi titoli l’imperatore offrì al popolo un congiarium, cioè un’elargizione di denaro (Congiar Dedit, come nell’iscrizione).

Nell’Area A del Parco sono venuti alla luce altri vani per un’estensione di circa 400 metri quadri – prosegue la nota -. Sono stati recuperati al loro interno dei reperti ceramici, marmorei e l’originaria decorazione pittorica e in stucco oltre agli estesi resti di meravigliosi mosaici in tessere bianche e nere. Lungo il lato Sud dell’edificio è emerso un portico a pilastri impreziosito da uno splendido pavimento mosaicato, ancora in ottimo stato di conservazione e dal disegno complesso ed elegante.

Sul lato Ovest dell’area di scavo è stato, invece, rinvenuto uno spazio seminascosto, “intimo”, dal carattere verosimilmente sacro, rituale, e dai risvolti interpretativi che si preannunciano sin d’ora decisamente affascinati” conclude la nota, diffusa attraverso Facebook, il 14 agosto 2023.

Adriano e l’architettura

La fama dell’imperatore Adriano (76 – 138 d.C.) è costantemente rinverdita dal famoso romanzo Memorie di Adriano della scrittrice Marguerite Yourcenar, ma anche dai resti di Villa Adriana (Tivoli – Roma) che si fece costruire e che oggi rappresenta l’esempio più importante di quella che era una principesca dimora romana.

Ma in pochi rammentano l’ipotesi che associa il suo nome al Pantheon di Roma, il monumento dell’antica Roma che maggiormente ha influenzato gli architetti del Rinascimento. Distrutto da un incendio l’originario voluto da Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a.C., fu ricostruito con la forma della celebre cupola giunta fino a noi, sotto l’impero di Adriano che molto amava l’architettura, tanto che si sforzava che ogni commissione recasse i tratti di uno stile personale.

Oggi si aggiungono questi frammenti di freschissima scoperta ad Ostia Antica a celebrare l’imperatore che gli storici raccontano come “saggio e buono”.

Immagine tratta da Ministero della Cultura – Facebook 

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