I Fabii ostiensi e gli Ebrei di Ostia Antica

Fu grande la sorpresa quando nel 1961, durante la costruzione della strada di collegamento Roma – Aeroporto di Fiumicino, apparvero i resti di quella che poi si scoprì essere la Sinagoga di Ostia Antica, la più antica dell’Europa Occidentale e l’unica superstite delle circa 12 esistenti nell’antica Roma.

Gli scavi, che sotto la sovrintendenza del sito iniziarono subito, proseguirono fino al 1977 e ne ricostruirono la storia che continua a essere oggetto di studi e ricerche internazionali.

Risalente al I secolo d.C., la Sinagoga ostiense, luogo di culto dell’ebraismo (ma come tutte le altre dopo la diaspora del 70 d.C. anche di studio e insegnamento della Torah), sorgeva lungo la strada Severiana (della quale ci rimane una parte del basolato stradale), in direzione Est/Sud -Est: guardava verso Gerusalemme.

Fuori dalle mura della cittadina, prossima al mare (la cui posizione era molto diversa dall’attuale), l’edificio venne – molto probabilmente – edificato grazie ai finanziamenti della famiglia dei Fabii Agrippini, di origine ebraica. Un’ipotesi quest’ultima sempre più accreditata, soprattutto dopo il rinvenimento di un’antica iscrizione studiata dal professore ed accademico Fausto Zevi, autorevole studioso di Ostia antica (vedi lo studio I Fabii ostiensi e gli Ebrei di Ostia). Per Zevi l’iscrizione oltre ad essere “il più antico documento che attesti esplicitamente la presenza degli Ebrei a Ostia e, forze, in assoluto il più antico documento epigrafico della storia degli Ebrei in Italia”.

Nel I secolo gli ebrei a Roma formavano una comunità di circa 50 mila persone (oggi sono circa 14mila). La loro presenza nella capitale risale all’epoca pre-cristiana: è la comunità romana, infatti, la più antica d’Europa. Il suo numero crebbe con l’arrivo dei prigionieri delle guerre giudaiche (per reprimere la ribellione degli Ebrei verso i romani) soprattutto dopo la vittoria dell’imperatore di Tito che distrusse il Tempio di Gerusalemme (70 d.C.), come raccontano i rilievi dell’Arco di Tito ai piedi del colle Palatino.

Ostia antica, nel suo ruolo di porto della capitale dell’Impero romano, megalopoli con un milione di abitanti e più, era multietnica e multi confessionale come dimostrano i reperti archeologici del sito appartenenti a botteghe greche, mauritane, siriane e galliche oltre ai templi dedicati a riti certamente pagani e giudaici, ma anche orientali ed egiziani. L’antisemitismo era di là da venire.

La Sinagoga ostiense subì nel tempo delle trasformazioni. Secondo gli ultimi studi l’edificio era in primo tempo destinato a uso privato e soltanto nel III secolo, dopo la costruzione della via Severiana (200 d.C.) fu trasformato in luogo di culto e nel IV secolo fu modificata e ampliata. I resti venuti alla luce 60 anni appartengono a quest’ultimo periodo quando oltre a tempio, il luogo fungeva come luogo di accoglienza per i viaggiatori e i poveri ebrei. La disposizione dei suoi ambienti e i loro usi lo confermano.

 

Immagini: Roma – Parco archeologico di Ostia Antica, resti della Sinagoga, la più antica dell’Europa Occidentale, ritrovata nel 1961

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