Il Museo della chimica. Dove un tempo lavorò Primo Levi

Dove lavorò lo scrittore e chimico Primo Levi, nasce il primo museo interattivo d’Europa della chimica, concepito per tutti ma con particolare attenzione verso la didattica per bambini e adolescenti.

Gli spazi dell’ex fabbrica di vernici Siva, a Settimo Torinese, trasformati nel Mu-Ch/Museo della Chimica saranno inaugurati il 1° luglio 2022 e si propongono di essere oltre a una istituzione espositiva un luogo d’incontro e di sperimentazione, coinvolgendo i visitatori in una esperienza coinvolgente.

Ecco allora la mostra permanente divisa in cinque zone – ciascuna delle quali è dedicata a un argomento della chimica con installazioni interattive – e comprende 28 exhibit di chimica ed esperimenti, analogici e digitali che tutti potranno provare. Mentre nel Chemical Bar, dove si vivranno le atmosfere di un American-bar anni Ottanta, si potranno consumare le reazioni chimiche, commestibili immaginiamo.

Magari dopo aver sperimentato, in tutta sicurezza, nel laboratorio scientifico, C-Lab.

Oppure dopo aver studiato nella Sala lettura con il Planetario, o assistito a un incontro nella Sala Conferenze e aver fatto shopping nel Bookshop. E ancora meglio dopo aver visitato l’ufficio che fu di Levi, dove video installazioni e panel ne raccontano la biografia e l’opera.

La figura di quello che è stato uno dei maggiori scrittori del Novecento e chimico per formazione e professione, autore di Se questo è un uomo, dove racconta la propria esperienza di ebreo e partigiano ad Auschwitz, e de Il sistema periodico dove abbina la scienza ai ricordi e qui simbolo della necessaria e quanto mai urgente sutura fra le due culture, quella umanistica e quella scientifica.

Scriveva Levi: “Questa separazione tra cultura scientifica e cultura umanistica, se c’è, è «una schisi innaturale, non necessaria, nociva, frutto di lontani tabù e della controriforma, quando non risalga addirittura a una interpretazione meschina del divieto biblico di mangiare un certo frutto. Non la conoscevano Empedocle, Dante, Leonardo, Galileo, Cartesio, Goethe, Einstein, né gli anonimi costruttori delle cattedrali gotiche, né Michelangelo; né la conoscono i buoni artigiani d’oggi, né i fisici esitanti sull’orlo dell’inconoscibile”.

Il Mu-Ch, finanziato dal Piano Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane nasce da un ‘idea del Comune di Settimo Torinese e della Fondazione Ecm, progettato dal Gruppo Pleiadi, realizzato da Ett con il sostegno del Centro Levi.

 

Immagini: Settimo Torinese, gli ex locali della fabbrica di vernici Siva convertiti nel Museo della Chimica e dove vi lavorò lo scrittore Primo Levi, chimico per formazione e professione

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