Monteverde saluta il vincitore della Lotteria

Se è vero che l’Epifania tutte le feste porta via, è tuttavia altrettanto reale ricordare che dal 6 gennaio si apre per qualcuno un tempo vivido di festeggiamenti. Ore indimenticabili per gioire della vincita di profumati premi associati ai biglietti della Lotteria Italia.

Un appuntamento immancabile. I decenni passano, i nazionalismi risogono, si odono venti di guerra eppure la Bell’Italia non smette di sognare e di legare il suo destino al vetusto biglietto che mantiene il suo fascino intramontabile, nonostante abbia a che fare con una concorrenza spietata.

In effetiti, la “Dea Fortuna” si traveste ormai dei panni multiformi di una miriade di giochi ( Lotto, Enalotto, Gratta e vinci, 10 e lotto, Bingo etc etc). Un azzardo, forse, credere nella Dea Bendata, beffarda padrona dei nostri destini. Eppure se il suo bacio arriva, la vita cambia, inevitabilmente. Vincitori e vinti, il solito binomio. Ma cosa succede a chi ha visto passare il fatidico biglietto?

Cosa prova chi ha venduto la gloria? Lo abbiamo chiesto a William Fiore titolare della tabbaccheria di via Ozanam a Roma dove è stato venduto il biglietto assegnatario del terzo premio, ben un milione e mezzo di euro!

Preso d’assalto dal clamore del caso, William non manca d’ironia quando dichiara di sentirsi pronto a dare le coordinate del suo codice IBAN a chi sta per incrementare i suoi averi. Spiritoso come sempre, a detta dei suoi clienti.

La battuta ilare in effetti sembra essere il tratto distintivo del novello San Pietro che afferma di aver appreso con sorpresa di essere lui il detentore della fatidica chiave. Così la mattina del 7 gennaio 2019 una cliente lo ha redarguito per non aver venduto a lei l’ambito biglietto.

Da lì, il controllo della matrice e la bella scoperta. Quindi, come si sente chi ha aperto le porte del Paradiso? Senza timore alcuno, aggiunge di provare un misto di felicità per le sorti del vincitore  e di rammarico per aver sfiorato la benevola sorte.  Comprensibile questo cocktail di emozioni, lui che in passato di coctails ne ha fatti tanti, avendo gestito uno storico pub di San Lorenzo, quartiere della movida capitolina.

Di certo, oggi, vorrebbe brindare con il Paperon de Paperoni del nuovo ventennio che resta avvolto nel mistero. Nessuno infatti riesce ad immaginare chi possa essere. Addirittura William azzarda la possibilità che il fatidico Mister X non abbia consapevolezza della vittoria. A tal proposito come padre accorto raccomanda di controllare bene il biglietto  comprato: “magari qualcuno distratto non ha ben visionato la combinazione vincente! E attenzione rammentate dove lo avete nascosto” suggerisce ai fedelissimi. Premure da titolare di una Tabbaccheria che sembra essere molto fortunata, già  sede di vincite importanti. Stavolta, però, la notorietà è inevitabile: la lotteria accende sentimentalismi nostalgici!

E da queste parti si sente l’ebrezza del passato, del vicino Gianicolo, finestra sul mondo e della splendida Villa Pamphili, inerme di fronte al tempo che scorre. Siamo a Monteverde il quartiere  scelto da Pasolini come sfondo del suo romanzo Ragazzi di Vita; un rione dove il moderno si fonde con l’antico: vecchie mura di negozi cambiano padrone e tradizione. Ebbene nella Tabaccheria di via Ozanam, dove il commercio è fine artigianato, c’è chi si ferma per una chiacchiera leggera, c’è chi staziona per discutere di politica, di cronaca, di sport. Tra un’estrazione e l’altra non manca l’eco di sconforto che decreta i tempi duri per la propria squadra del cuore. L’ennesima ferita per Mamma Roma.

In poche parole sembra che in questo negozio spesso i problemi si azzerino, come se il buon umore del titolare e dei suoi collaboratori sospendesse almeno per un attimo ogni angheria del vivere. Uno spazio, dunque, che accoglie e distoglie, provando a chiudere nell’oblio la solitudine, male  del nuovo millenio. Chissà, magari la Dea Fortuna non si affida tanto al caso …

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