Dal MET al mondo. Viaggi di ritorno dell’arte trafugata

Arte trafugata – Il Metropolitan Museum of Art di New York continua a restituire ai Paesi di appartenenza i beni d’arte e culturali frutto di traffico illecito.

Questa volta il rimpatrio, deciso dal procuratore distrettuale di Manhattan Alvin L. Bragg Jr. lo scorso 8 luglio, ha riguardato 59 antichità per un valore complessivo di oltre 600mila dollari, riconsegnate nel corso di tre apposite cerimonie diplomatiche ai governi di Italia, Iraq e Indonesia.

L’Italia è il Paese che ha recuperato la parte maggiore dei beni: 48 antichità, per un valore complessivo che supera i 300mila dollari, che il Met aveva acquistato dai mercanti Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Bürki, come accertato dall’indagine della magistratura statunitense

Tra i pezzi più pregiati figurano uno psykter-column krater (cratere a colonna con psykter incorporato per raffreddare e mescolare vino e acqua), databile tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, e un raro piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (IV secolo a.C.), testimonianza della florida manifattura sviluppatasi nelle colonie greche dell’Italia meridionale

Secondo La Voce di New York (VNY), si è trattato della diciannovesima restituzione all’Italia da parte dell’unità del District Attorney’s Office di Manhattan negli ultimi 20 anni, per un valore complessivo di 100 milioni di dollari.

Matthew Bogdanos, capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, durante l’incontro diplomatico con le autorità italiane, ha affermato che i beni da restituire sono ancora molti, ma ha assicurato che il lavoro non si fermerà “almeno fino al giorno in cui sarò in grado di respirare”, come ha riportato VNY. Per l’Italia, oltre al Consolato Generale, ha seguito la restituzione il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Gli altri rimpatri hanno riguardato 9 reperti iracheni (tra cui due sculture sumeriche in gesso, 2750-2600 a.C.) e 2 resti umani restituiti al popolo Dayak dell’Indonesia (teschi sequestrati e catalogati nel 2024).

La restituzione dei reperti va oltre il valore simbolico, poiché permette di ricostruire la storia dell’oggetto e il suo contesto d’origine. Questo rientro nei musei e nei registri ufficiali offre alla ricerca e alle comunità locali, l’opportunità di ricomporre legami culturali e geografici, essenziali per l’archeologia contemporanea.

 

Immagine: New York, cerimonia diplomatica di consegna di arte trafugata, il prezioso vaso in terracotta del V secolo a. C., uno dei 49 pezzi che il MET ha dovuto restituire all’Italia

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.