Celebriamo i cento anni di Giulietta Masina

Il 22 febbraio 1921 nasceva a San Giorgio di Piano (Bologna) Giulietta Masina.  Vigilia del centenario della natalità, dunque, di una grande attrice, che sembra passare sotto silenzio, al contrario di quanto accadde l’anno scorso per la stessa ricorrenza del marito, il regista Federico Fellini, e dall’amico, il collega Alberto Sordi.

Eppure Giulietta Masina è l’indimenticabile Gelsomina de La strada (1954) e l’altrettanta indimenticabile prostituta in Le notti di Cabiria. Dell’interpretazione del primo personaggio la critica statunitense scrisse dell’attrice: “She’s the female Chaplin”, è il Chaplin femmina e il film vinse l’Oscar nel 1957.

Le notti di Cabiria nacque sulla scia del medesimo ruolo che Masina aveva fatto in una breve scena de Lo sceicco bianco del 1952. Fu quella prova d’attrice che ispirò Fellini per lo sviluppo del film che vinse il secondo l’Oscar nel 1958.

Sarà poi Giulietta degli Spiriti (1965), ancora con la regia di Federico Fellini. Un film nato per “Giulietta e su Giulietta” che racconta lo smarrimento di una signora borghese che scopre di essere tradita dal marito. Un racconto autobiografico della coppia suggellato dalla stessa dichiarazione di Fellini di possedere “una mente giocosamente adultera” e dalla coraggiosa interpretazione di Masina. E ancora diretta dal marito in Ginger e Fred, del 1986, film di denuncia sulla tv commerciale, allora agli albori che sacrificava (sacrifica) le opere con le interruzioni pubblicitarie e, dove Masina si fa baffo della propria età non più verde, ballando leggiadra accanto a Marcello Mastroianni.

Masina e Fellini, 50 anni insieme. Si erano conosciuti nel 1942 all’Eiar, l’attuale Radio Rai. Federico aveva 22 anni, Giulietta 21. Il primo scriveva testi, la seconda li recitava. Si sposarono il 30 ottobre del 1943. Inseparabili, avviarono da subito il sodalizio artistico che fece diventare Giulia Anna, com’era stata battezzata, Giulietta.

Le avventure sentimentali di Fellini erano note. Lo sono tuttora. Eppure i 2 hanno vissuto in simbiosi. Il dolore di un figlio perso a pochi giorni dalla nascita li aveva resi “figlio e figlia l’uno dell’altra. Cosi ha voluto il destino” spiegava Giulietta.

Il 30 ottobre del 1993 avrebbero dovuto festeggiare le nozze d’oro: la cena con gli amici nella loro casa di via Margutta, i cartoncini d’invito su disegno di Fellini, lui raffigurato in tight, lei in quell’abito bianco tradizionale col velo che avrebbe voluto indossare 50 anni prima, ma la guerra glielo impedì.

Invece in quel 30 ottobre del 1993 Giulietta era sola, Federico era in ospedale gravemente malato. Anche l’attrice lo era e, raccontano le cronache dell’epoca, per le condizioni ormai disperate del regista (morirà il giorno dopo, per le complicazioni di un inctus) aveva deciso di interrompere le cure. Giulietta si spegnerà  5 mesi dopo, il 23 marzo 1994, per un tumore ai polmoni.

Nella primavera del 1993 erano insieme, ancora una volta Hollywood, a ricevere l’ennesimo Oscar, questa volta per la carriera del grande regista. Celebre il momento in cui Federico sul palco dedicò la statuetta alla moglie: “Tank you dear Giuliettia and please, stop crying”: l’attrice in platea  applaudiva, dominata dalla commozione, irrefrenabile. Erano parsi sani e felici; in realtà Fellini già sapeva che la sua salute era minata e anche Giulietta, forse, sapeva di essere malata.

Fellini e Masina, in ordine alfabetico: due grandi artisti che probabilmente tali sarebbero stati anche se non si fossero incontrati. Ma un giorno Fellini disse “Giulietta mi è parta subito una misteriosa persona che richiamava una mia nostalgia d’innocenza. Vi è una parte d’incantesimi, magie, visioni, trasparenze la cui chiave è Giulietta. Mi prende per mano e mi porta in zone, dove da solo non sarei mai arrivato”.

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