Javier Marías e il suo cuore così bianco

Scelse di vivere di letteratura a 40 anni. Nel 1990 Javier Marías valutò se continuare ad essere un professore a contratto di Teoria della traduzione all’Università Complutense di Madrid occupando una posizione “misera” o dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Quel che lo faceva dubitare non era tanto la questione economica (“per i pochi soldi che guadagnavo all’Università”) quanto perché, sembra di capire, temeva, di fare un salto nel vuoto.

Non poteva immaginare “che soltanto un anno dopo il successo di Corazon tan blanco (Un cuore così bianco) me lo avrebbe permesso. È stato un colpo di fortuna”.

Ricorda le parole di Javier Marías  elconfidencial. com, nel dare la notizia della sua scomparsa, avvenuta l’11 settembre 2022 a Madrid all’età di 70 anni, per una patologia polmonare dalla quale sembrava – secondo una nota di metà agosto scorso dalla casa editrice Alfaguara – essere in via di recupero.

Un cuore così bianco era il settimo romanzo di Marías.  I precedenti non erano stati fortunatissimi.  Lo stesso Cuore era stato ben accolto “ma senza eccessi” fino a che non fu raccomandato dal critico letterario Marcel Reich-Ranick, uno dei fondatori della corrente letteraria Gruppo 47 (che decretò il debutto dello scrittore Günter Grass).

Il celebre critico parlò di Un cuore così bianco nel corso della trasmissione televisiva Das Literarische Quartett (Quartetto letterario). Da quel momento scoppiò “la follia” verso il libro che ad oggi ha venduto quasi 2 milioni e mezzo di copie in 37 lingue.

Il testo era arrivato in Germania per caso e dopo vicissitudini editoriali era stato pubblicato dai tipi di Klett-Cotta, entusiasti quando il critico  scelse di parlarne. Scettico, invece, lo scrittore che, forse, non conosceva il seguito di quella che riteneva la “classica trasmissione di libri che va in onda di notte”. Bastò, invece che il conduttore concluse il suo elogio dichiarando: “Questo libro dovrebbe essere il primo nelle liste dei best seller in Germania”. E così fu.

Javier Marías è considerato il miglior scrittore spagnolo della sua generazione. Scrittore prolifico, sono 16 i titoli che seguirono all’exploit di Un cuore così bianco tra i quali ricordiamo Mañana en la batalla piensa en mí (Domani nella battaglia pensa a me) e L’uomo sentimentale.

Singolare l’appendice di tre ritratti, come fossore 3 personaggi della storia dell’edizione del terzo volume di Tu rostro mañana (Il tuo volto domani) del 2008, su Silvio Berlusconi, la principessa Diana Spencer e l’attore britannico Michael Caine; il protagonista del libro, d’altronde, per mestiere compila schede per un’agenzia di spionaggio. In Italia La casa editrice Einaudi li ha stampati in Interpreti di vita (collana L’arcipelago, 2011).

 

Immagine: Javier Marías, da YouTube

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