Festival del cinema sul web. Un’alternativa non condivisa da tutti

La pandemia Covid 19 ha inevitabilmente fermato il cinema e i festival, alcuni dei quali cercano respiro sul web anche con edizioni riadattate, mentre altri, pensando che il digitale non sia la soluzione, rimettono al centro del dibattito la questione del rapporto inscindibile produzione cinematografica- distribuzione – grande schermo.

Passa al web il Tribeca Film Festival di New York. Saltata l’edizione 2020 che si sarebbe dovuta tenere dal 15 al 26 aprile 2020, gli organizzatori hanno prontamente ideato il Tribeca Immersive: Cinema 360, che presenta 15 film di realtà virtuale riuniti in quattro programmi di circa 30 o 40 minuti ciascuno, accessibili a tutti grazie al pionieristico dispositivo Oculus di Facebook dal 17 aprile.

“Come persone stiamo navigando in acque sconosciute – ha dichiarato, nel comunicato stampa Jane Rosenthal, co-fondatrice e amministratore delegato del Tribeca Film Festival – ma gli artisti hanno il potere di mantenerci uniti” e ci aiutano a rimanere “connessi socialmente e spiritualmente”.

Rosenthal, ha ricordato di aver fondato la mostra cinematografica insieme all’attore Robert de Niro dopo l’attacco terroristico che soffrì New York l’11 settembre 2001 per aiutare la città, profondamente colpita, a risollevarsi.  Tribeca significa resilienza e in questi giorni che vedono la città tornare a soffrire, esserci, con qualsiasi mezzo, è parte integrante della sua missione.

I film in concorso invece saranno trasmessi sempre online ma su una piattaforma visibile soltanto per i membri dell’industria cinematografica e della stampa.

Non ha apportato  modifiche, invece, il SXSW Conference & Festivals di Austin (Texas) per sua natura interattivo che si è svolto interamente sul web, accessibile al pubblico con il pagamento di una cifra minima.  Una scelta che fa discutere gli addetti ai lavori che vedono in questa modalità il rischio di allontanare i registi dalle grandi rassegne nell'”era post Covid19″, la cui funzione, oltre  all’offerta meramente artistica, risiede nel far incontrare gli autori con i distributori che acquistano i diritti delle opere.

 Uno dei Festival di cinema più conosciuti, Cannes, ha deciso di rimandare. L’ho ha detto apertamente Thierry Frémaux, delegato generale della manifestazione francese: “Il Festival on line non funzionerebbe perché gli autori dei film vogliono mostrare i propri film sul grande schermo per condividerli con altri e non per lasciare che i loro lavori finiscano sullo schermo di un iPhone. Almeno per quanto riguarda Cannes, per la sua anima, la sua storia e la sua efficienza – ha proseguito Frémaux – una competizione digitale non funzionerebbe”. Certo, ammette il delegato generale “se tutti i festival fossero cancellati, dobbiamo pensare a un modo di mostrare i film e non sprecare l’annata, ma non credo che una precaria e improvvisata edizione alternativa di Cannes o Venezia possa essere la soluzione.”  Il Festival di Cannes, che si sarebbe dovuto svolgere dal 12 al 23 maggio 2020, rinvia. A quando? Ottimisticamente a fine giugno o inizio luglio 2020.

In Italia, invece, l’Istituto Luce-Cinecittà ha confermato le date degli Italian Screenings 2020, il mercato annuale riservato alle produzioni nostrane, l’appuntamento più importante per l’esternalizzazione del cinema italiano.  La manifestazione si svolgerà sul web dal 21 al 24 luglio 2020, attraverso la piattaforma Festival Scope, strumento che garantisce una visione dei film ad alti livelli di qualità e sicurezza.

La proposta sarà formata dalle produzioni cinematografiche più recenti (circa 40 titoli, molte le anteprime mondiali) è secondo Cinecittà.com è previsto un considerevole aumento degli operatori di mercato europei, americani e asiatici, compresi e delle piattaforme on line.

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