Lauro De Bosis. Il volo antifascista su Roma

Il 3 ottobre  2021 ricorrono i 90 anni dalla morte di Adolfo Lauro De Bosis (o de Bosis), una figura emblematica e profondamente reale del nostro antifascismo.

Lauro De Bosis  così è come veniva chiamato aveva salutato l’avvento del fascismo benevolmente, come un baluardo del “sovversivismo”.

Era opinione diffusa tra i liberali di quegli agitati anni Venti che seguirono la Prima Guerra Mondiale, come racconta Lia Levi nel suo romanzo Tutti i giorni di tua vita.

“Mussolini è giovane energico, vediamo… . Forse sarò in grado di mettere un po’ d’ordine nel paese, di dargli un po’ di stabilità. Oppure vogliamo continuare con gli scioperi, le fabbriche che chiudono uno dopo l’altre, la miseria, il caos?” dice l’avvocato Valfredo, uno dei protagonisti del romanzo, alla figlia Regina che ribatte “Ma la violenza? Cosa può nascere di buono dalla violenza?”

“Di violenza c’è ne stata tanta anche dall’altra parte … E poi la violenza non gli serve più … .” chiude il dialogo Valfredo, ebreo “bizzoso, irriverente, lontano dalla comunità, ma che mai ho pensato di considerarmi nient’altro che ebreo”. Il personaggio della Levi spera nel governo appena formato da Mussolini, su incarico del Re, “nell’interesse di tutti”.

Così, all’incirca, doveva pensarla anche l’eclettico personaggio reale Lauro De Bosis, nato a Roma nel 1901, che dopo essersi laureato in Chimica alla Sapienza Università, si dedicò alle Lettere. Fu poeta, scrittore, saggista, traduttore e docente di letteratura italiana presso la  Harvard University (Massachusetts, Usa).

Viveva fra Roma e New York. Era cattolico, liberale, conservatore e monarchico, ma nel corso degli anni De Bosis si accorse che la violenza che aveva portato Mussolini e il fascismo al governo non cessava. Diminuiva, invece, la libertà degli italiani.

Nel 1927  compose Icaro, un dramma in versi che l’anno successivo gli fece vincere la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Amsterdam (i Giochi  olimpici, allora, comprendevano anche le competizioni artistiche, quali la poesia e la drammaturgia).

Versi profetici quelli di Icaro, come poi vedremo.

Sempre più politicamente impegnato in chiave antifascista, per De Bosis era urgente che i monarchici, i cattolici e i liberali unissero le proprie forse contro il fascismo. In quegli anni conobbe Gaetano Salvemini (prossimo fondatore a Parigi del movimento Giustizia e libertà con i fratelli Rosselli), occupato nella stesura del suo The Fascist Dictatorship in Italy (La dittatura fascista in Italia), che sarà pubblicato a Londra nel 1928: entrambi attivi antifascisti anche se da versanti politici divergenti.

Nel 1930 dopo aver raggiunto don Luigi Sturzo a Londra, De Bosis diede forma alla sua idea di contrasto al regime, fondando con Mario Vinciguerra l’associazione clandestina Alleanza Nazionale per la libertà.

L’Alleanza che intendeva De Bosis si sarebbe dovuta stringerà tra il Vaticano, la monarchia e la destra liberale, avvicinando in seguito anche i socialdemocratici tra i quali Salvemini.

Nel frattempo si esercitava l’azione politica con la diffusione di volantini per posta: chi li riceveva doveva diffonderli a sua volta nello stesso modo: lo scopo era risvegliare negli italiani la consapevolezza del valore della libertà dopo la soppressione delle libertà statutarie e di stampa, il delitto Matteotti e il progressivo insorgere di una dittatura totalitaria, la prima in Europa, dopo le leggi  cosiddette“fascistissime” del 1925/1929 che avviarono il processo di trasformazione del modello parlamentare in regime totalitario.

L’Alleanza ebbe vita breve. Dopo pochi mesi i suoi aderenti furono arrestati e processati per cospirazione nel dicembre del 1930: fra gli imputati anche Lillian Vernon de Bosis, madre di Lauro. Quest’ultimo si salvò perché era in America, ma l’anno seguente a Roma dimostrò il suo convinto sentimento contro la dittatura.

Nella notte del 3 ottobre del 1931, in volo sulla capitale, disseminò 400mila volantini con scritto un monito e un appello al re e al popolo italiano.

Dal volo, il giovane trentenne Lauro De Bosis non fece più ritorno, né il suo corpo più ritrovato. L’ipotesi più plausibile della sua fine è di un errore di calcolo nel rifornimento del serbatoio del piccolo aeroplano monoposto. Di ritorno nel sud della Francia, da dove era partito, De Bosis si trovò probabilmente senza carburante, carenza d cui ne era consapevole, inabissandosi in mare.

Il suo preveggente poema Icaro, parla di un poeta che sacrifica la sua vita per la libertà negata dal tiranno Minosse, compiendo un gesto eroico.

Prima di compiere questo gesto estremo in nome della libertà per tutti,  De Bosis scrisse: “La mia morte non potrà che giovare al successo del volo, dopo aver sorvolato a quattromila metri la Corsica e l’isola di Montecristo, arriverò a Roma verso le 8 di sera, facendo gli ultimi chilometri a motore spento. Sebbene non abbia, per tutta esperienza, che sette ore e mezzo di volo, se cado non sarà per errore di pilotaggio …”. Il testo, Histoire de ma mort (Storia della mia morte), considerato il testamento spirituale di De Bosis, fu pubblicato integralmente dal quotidiano di Bruxelles Le Soir nello stesso 1931 e poi dal New York Times.

Nell’aprile 1943, in piena guerra mondiale e con il fascismo ancora al governo, The Times Literary supplement di Londra pubblicò  un’articolo dedicato agli eroi dell’aviazione mondiale e scrisse di: “…un nobile giovane poeta e aviatore italiano, Lauro De Bosis, uno dei primi della Resistenza alla minaccia contro l’Europa”.

Anche il giurista Piero Calamandrei, padre costituente, nel ventennale del volo su Roma, parlò di De Bosis come uno dei primi eroi, rilevando il legame tra il Risorgimento e la Resistenza al fascismo e la Guerra di Liberazione “... chi primo lanciò il grido nel silenzio sconsolato furono gli uomini isolati ed esemplari che anche negli anni del buio seppero segnare la strada e mantenere la continuità tra il primo e il secondo Risorgimento”.

La Resistenza è stata possibile perché Cesare Battisti, eroe che ricongiunge due secoli, è stato impiccato; perché Matteotti è stato pugnalato; perché Amendola è stato abbattuto dai sicari e Gobetti stroncato a bastonate; perché i Rosselli sono stati assassinati; perché Gramsci è stato fatto morire in galera; perché Lauro de Bosis si è inabissato nella notte dopo aver assolto il suo voto. Sono i precursori della Resistenza; fratelli di tutti i caduti dell’ultima guerra, di tutti i torturati dai tedeschi, di tutti i trucidati dai fascisti, di tutti gli scomparsi nei campi di deportazione”.

La Harvard University ha dedicato a De Bosis la cattedra di Civiltà Italiana e una borsa di studio post-doc a suo nome, la Lauro de Bosis Postdoctoral Fellowship 

Il volo di “Icaro-De Bosis” ebbe un’ampia risonanza internazionale e in una pagina web del sito della Harvard University spiega la connessione tra De Bosis e l’ateneo americano, illustrando la sua personalità.

Nel 1992, la American Association of Teachers of Italian ha pubblicato all’interno della rivista letteraria Italica, l’articolo di Joseph Farrell: Icarus as Anti-fascist Myth: The Case of Lauro de Bosis

La compagna di vita, d’arte e d’impegno politico, Ruth Draper, attrice statunitense, morì nel 1956. Furono esaudite le sue volontà: l’urna con le sue ceneri furono portate in Italia e calata nel Mar Tirreno dove, probabilmente, si è inabissato l’aereo di Lauro De Bosis.

La figura della Draper è ampiamente trattata nel romanzo Icaro – Il volo su Roma, di Giovanni Grasso, di recentissima pubblicazione da Rizzoli.

fonte: libro Storia della mia morte – Il volo antifascista su Roma, a cura di Alessandro Cortese de Bosis, Mancosu Editore, da anpi.it

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