Cori e San Tommaso Placidi. Tutto nacque da un invito a pranzo…

Un invito a pranzo è quasi sempre un incontro tra amici o parenti, tra persone che si conoscono o con le quali cerchi di fare amicizia. Ed un tavolo apparecchiato è la prima cosa che colpisce dopo i saluti di rito.

Una bella tovaglia, piatti di pregio, bicchieri di cristallo, posate disposte a regola d’arte, tutto lo trovi di tuo gradimento. Ma appena ti accomodi ciò che noti è la bottiglia di vino posta al centro del tavolo. Pur non essendo un intenditore il tuo sguardo va subito all’etichetta: vino rosso dei castelli romani, denominazione di origine controllata, imbottigliato da Cincinnato cooperativa Agricola, Vini San Tommaso, inoltre la scritta: ” Un omaggio a San Tommaso Placidi nato e vissuto nel nostro paese”.

Trovo  tutto molto originale, ma qual è questo paese che ha voluto ricordare un suo concittadino dedicandogli un vino? Rimando la mia curiosità a più tardi quando potrò fare ricerche più approfondite su questo Santo. La degustazione delle portate appaga il mio palato, tutto è buono ed è presentato bene oltre che abbondante.

Cori 

Navigo sul computer e mi trovo a Cori, piacevole cittadina del Lazio, posta in zona collinare sui monti Lepini tra la pianura pontina ed i castelli romani. La sua storia è antichissima e la sua fondazione risale tra il XII e XIII secolo a.C. A testimoniarlo sono il tempio di Ercole e quello di Castore e Polluce, oltre al foro ove reperti archeologici, colonne, mosaici, cippi e mura poligonali fanno bella mostra di sè.

C’è talmente tanto da vedere e visitare che non mi resta altro che invogliare – quando le misure sanitarie lo consentiranno – i turisti ad andare a Cori, anche per partecipare al carosello storico del Palio dove si sfidano tre rioni: quello della porta Ninfina, quello della porta Romana e quello della porta Signina, e che si rinnova ad ogni seconda domenica di maggio dal 1521, con la sfida nella corsa all’anello. E non mancano le trattorie tipiche che ti offrono prodotti locali d’eccellenza quali le olive, il prosciutto cotto al vino di Cori ed un pecorino il cui profumo lo porti con te e che non puoi scordare.

San Tommaso Placidi

Già, parlavamo di vino, e torniamo a San Tommaso Placidi nato proprio in questa cittadina, santificato il 21 novembre del 1999 da Papa Giovanni Paolo II, e che vede rinnovare la sua festa ogni anno a fine novembre partendo da Cori Monte. Nato nel 1655 entrò nell’ordine dei Frati Minori nel 1677 e fu quasi subito indicato come “l’apostolo del Sublacense”.

Ebbe diverse apparizioni e compì molti miracoli ma è ricordato perché promotore dell’opera dei Ritiri dei francescani. Fu baciato da una tale santità che lo portava a restare in confessionale tutto il giorno anche senza mangiare. Nel sommario del processo per la sua santificazione si sottolinea la sua virtù di scegliere la povertà, quella nel combattere le tentazioni e il sopportare per 40 anni il dolore che gli provocava una piaga nella gamba. Il suo secondo nome era Antonio e forse per questo Gesù Bambino gli apparve durante le celebrazioni della Santa Messa, ecco un’ immagine che lo collega a San Antonio da Padova.

Visse radicalmente secondo la spirito di San Francesco d’Assisi e guarda caso il suo primo nome è proprio Francesco. Le sue parole nelle predicazioni erano semplici ma suadenti e nel contempo forti. Pochi sanno che è compatrono di Roma e in tutta la sua vita mai è salito su pulpiti illustri perché sapeva di voler condividere la povertà con i suoi confratelli ed ha sempre fatto della preghiera la sua forza ed incontrare così l’ essenzialità della carità.

Morì a Bellegra nel 1729 dove sono conservate le sue reliquie, ma la sua città, Cori, va fiera di avergli dato i natali ed ha posto una sua statua davanti alla casa dove è nato.

Se il vino è fonte di verità, quella bottiglia posta al centro di quella tavola mi ha portato a conoscere una verità, quella di scoprire che ci sono santi che la religione ha elevato agli onori degli altari ma dei quali molti non sono a conoscenza e così bere il nettare dedicato a questo santo è stato come dissetarmi ad una fonte battesimale inesauribile.

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