Architetture dell’inconscio. Alessandra Ginzburg e il potere curativo della narrazione

Alessandra Ginzburg è stata una psicoanalista, francesista e saggista italiana, nota per i suoi studi sul legame tra letteratura e psicoanalisi. A lei si deve la diffusione in Italia del pensiero dello psicoanalista cileno, Ignacio Matte Blanco.

Figlia di due grandi intellettuali del Novecento, Natalia e Leone Ginzburg, era nata il 20 marzo 1943 a Pizzoli, dove il padre si trovava al confino politico. È scomparsa l’11 agosto 2026, appena due mesi dopo la morte del fratello Carlo, celebre teorico e storico della microstoria.

La bi-logica

L’innovativo approccio psicoanalitico di Alessandra Ginzburg nei confronti della letteratura. ha portato a considerare la struttura di un romanzo non come una mera espressione di dinamiche psicologiche, ma come una vera e propria architettura formale della mente.

Si tratta di una visione sviluppata unendo la sua formazione di francesista — ha infatti studiato con Francesco Orlando e Arnaldo Pizzorusso— alla teoria del citato Matte Blanco (1908-1995), secondo il quale l’inconscio non è caotico, ma segue una propria logica, chiamata logica simmetrica.

Seguendo la teoria dello studioso sudamericano, la mente umana funziona integrando la logica classica che divide il tempo, lo spazio e i concetti, e che per Matte Blanco corrisponde alla logica asimmetrica con la logica simmetrica, in cui tutto si sovrappone, gli opposti coincidono e il passato è presente. Un’unione definita bi-logica.

In questa prospettiva, per Alessandra Ginzburg la letteratura è uno spazio bi-logico, in cui i grandi scrittori danno forma e parola alla logica dell’inconscio. Attraverso la struttura narrativa, essi rendono visibili e addomesticano emozioni profonde che, altrimenti, rimarrebbero solo caos e distruzione.

Il potere curativo della narrazione

Attraverso il ritmo, i salti temporali e la cura delle parole, la narrazione dà forma al magma dell’inconscio, svolgendo una funzione del tutto simile a quella del lavoro terapeutico.

Immergersi nella grande letteratura — che sia attraverso la lettura o la scrittura — permette di esplorare le dimensioni più recondite e simmetriche della psiche, senza mai smarrirvi la rotta.

La letteratura, dunque, cura, con la capacità di lenire e trasformare sia chi crea sia chi legge.

 Oltre Freud senza conoscerlo

In un’intervista di qualche tempo fa, parlando della Recherche di Marcel Proust — opera da lei ampiamente studiata — affermava che l’autore “pur senza avere probabilmente alcuna conoscenza diretta del lavoro di Freud, sia andato anche più in là nella sua auto-osservazione delle emozioni, del sogno e, in generale, del funzionamento della mente”.

«Proust descrive un mondo governato dai principi della logica simmetrica individuati da Matte Blanco», prosegue Alessandra Ginzburg. «Quando il narratore della Recherche ci racconta l’intercambiabilità degli oggetti d’amore, quando sovrappone la nonna ad Albertine, quando parla del “fantasma remoto e collettivo della donna che suscitava la mia gelosia”, ci sta dicendo che le emozioni non si riferiscono ai singoli individui, ma che l’inconscio tratta piuttosto con una classe di persone legate tra loro da un’analogia, da una funzione proposizionale che definisce quella classe. Per l’inconscio profondo, l’analogia è un’identità: all’interno di una classe, tutti gli oggetti diventano identici e intercambiabili.»

Pedagogia inclusiva pionieristica

Alessandra Ginzburg è stata una pioniera anche nel campo della pedagogia. Sul finire degli anni Settanta, come direttrice di una scuola primaria comunale di Roma, coordinò progetti d’avanguardia nella scuola dell’infanzia, promuovendo le prime esperienze di integrazione per i bambini con disabilità e firmando saggi sul legame tra inconscio e sviluppo infantile.

“… Se è vero che è a partire dal proprio io inteso come globalità corporea e affettiva che il bambino entra in relazione con il mondo degli altri (famiglia, scuola, quartiere, universo), fondamentale allora diventa la capacità di ascolto dell’insegnante, che fornisce al bambino nuove modalità espressive, raccogliendo e integrando in un sapere della comunità i contributi di tutti i bambini. (da Per una pedagogia dell’ascolto)

Tra le opere principali della sua saggistica ricordiamo:

La stoffa di cui sono fatti i sogni e le emozioni (Alpes, 2020): testo incentrato sull’applicazione clinica del pensiero di Matte Blanco;

La Recherche di Proust e gli esiti del bacio negato (Alpes, 2025): saggio che analizza le profondità della mente e la struttura antilineare delle emozioni attraverso gli inediti proustiani.

 

¹Testo tratto dall’intervista ad Alessandra Ginzburg a cura di Anna Baldini, Il miracolo dell’antologia. Letteratura e psicoanalisi, in ‘Le parole e le cose’ (leparolelecose.it).

 

Immagine: Pizzoli, Alessandra Ginzburg nella sua città natale, nel corso della recente visita alla ‘Biblioteca Comunale Leone e Natalia Ginzburg’  

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