Il dissidente Andrej Sacharov. L’uomo dal pensiero libero

Il Premio Sacharov è il riconoscimento che ogni anno il Parlamento Europeo assegna agli attivisti per i diritti umani.

Il premio prende il nome dal fisico e dissidente russo Andrej (o Andrei) Sacharov, del quale quest’anno ricorre il centenario della sua nascita.

Dalla bomba atomica ai diritti umani

Vide la luce il 21 maggio 1921 a Mosca. Dopo aver conseguito il dottorato in matematica e fisica nel 1947, Sacharov si dedicò alla ricerca sull’astrofisica applicata e sulla fusione nucleare; studi lo che portarono a partecipare alla sperimentazione delle prime bombe termonucleari prodotte in Unione Sovietica.

Sacharov contribuì, dunque, allo sviluppo della bomba all’idrogeno ma, alla fine degli anni Cinquanta, da membro dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, iniziò a contestare gli esperimenti nucleari a scopo bellico e, sempre più appassionato dei diritti civili, finì con criticare aspramente la repressione che il regime sovietico applicava ai suoi oppositori.

Nel 1968 scrisse l’opuscolo Considerazioni sul progresso, la coesistenza pacifica e la libertà intellettuale, dove rifletteva sia sui problemi interni all’Unione Sovietica, sia su quelli dell’umanità tutta, dall’inquinamento alla fame nel mondo.

Stampato, l’opuscolo circolava clandestinamente in Russia ma il New York Times lo rese pubblico. Fu lo spartiacque della vita di Sacharov.. Il fisico iniziò un impegno costante a favore dei diritti umani che confluì nel 1970 nella fondazione del Comitato per la difesa dei dissidenti e dei perseguitati, attività riconosciuta dal Nobel per la pace che il fisico ricevette nel 1975 ma che non poté ritirare: il Governo non gli consentì di uscire dall’Unione Sovietica.

Nel 1980 l’ostilità del regime divenne severissima: per aver sostenuto una manifestazione contro l’invasione militare sovietica in Afganistan,  Sacharov fu arrestato e condannato al confino a Gor’kij (l’attuale Nižnij Novgorod nella Russia orientale). Fino al 1986 l’unico contatto con il mondo esterno fu la moglie Elena Bonner (anch’essa nota attivista dei diritti civili).

Nello stesso anno venne riabilitato da Michail Gorbačëv, ultimo segretario del Partito Comunista Sovietico, l’uomo delle grandi riforme dell’Unione Sovietica riforme  tra gli artefici della fine della guerra fredda che dal 1947 al 1989 decenni divise il mondo in 2 blocchi opposti.

Sacharov tornò a Mosca, dove visse fino al 1989, anno della sua morte, sopravvenuta pochi mesi dopo essere stato eletto deputato.

Come nacque il premio 

Nel 1987 il Parlamento Europeo chiese al fisico l’autorizzazione di utilizzare il suo nome per un premio per la libertà di pensiero, iniziativa che Sacharov accettò con commozione, ritenendo l’iniziativa un incoraggiamento per tutti coloro che, come lui, si dedicano alla difesa dei diritti umani.

Nel 1988 il Parlamento istituì il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. Da allora ogni anno l’istituzione europea assegna il riconoscimento a personalità e organizzazioni che si distinguono per l’impegno a favore dei diritti umani e contro ogni forma d’intolleranza, fanatismo e oppressione.

Le mostre per il centenario

In occasione del centenario della nascita del fisico e attivista russo il Centro Sacharov di Mosca e dal Centro di ricerca Andrej Sacharov di Kaunas (in Lituania) in collaborazione con il Parlamento Europeo ha organizzato la mostra itinerante Andrei Dmitrievich Sakharov – Person of the Era (Andrej Dmitrievič Sacharov – Persona del secolo) che toccherà le seguenti città:

Vilnius, 6-28 maggio 2021
Brema, 20 maggio – 16 luglio 2021
Praga, maggio 2021
Kiev, maggio 2021
Kaunas, 21 settembre – 22 ottobre 2021
Odessa, 8-18 dicembre 2021
Bruxelles – Parlamento Europeo fine 2021
Kaunas, maggio 2022.

Dal 21 maggio 2021, compleanno di Andrej Sacharov, è disponibile sul sito del patrimonio culturale europeo (Europeana.eu) la mostra online Il Premio Sacharov, il Parlamento europeo e i diritti umani nel mondo.

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