Torinostratosferica. Immagina la tua città

La creatività è la nuova economia (Richard Florida)

In questi giorni cruciali per il nostro futuro, in cui è scattato il confinamento notturno in varie regioni italiane, un respiro momentaneo ci viene da Torinonostrasotesferica, un progetto collettivo di city imaging per costruire un racconto per immagini che esalti il potenziale della città.

Dal 23 al 25 ottobre 2020, si  svolge a Torino la quarta edizione di Utopian Hours, primo festival internazionale di city making nell’ambito del progetto Torino Stratosferica.

Seminari, ospiti illustri per scattare immagini di una urbe resiliente e protesa verso la sostenbilità. Tra gli ospiti, Richard Florida, esperto di scenari urbani. Autore e accademico, ondatore di CityLab.

Leggiamo sul sito della manifestazione “Le città sono sotto i riflettori: prime imputate della diffusione della pandemia per via della loro densità, possono essere l’acceleratore dei cambiamenti necessari, ed è lì che bisogna cercare le risposte. È davvero in gioco il futuro delle città, così come le conosciamo? Quali sono le risorse e i temi su cui puntare in futuro? Chi sono i più vulnerabili?”

Il metodo di Torino Stratosferica si basa sull’incontro fra discipline: branding, comunicazione, architettura, innovazione sociale, city making.

Per city making si intende  la messa in atto di tutta una serie di innovazioni sociali e tecnologiche per potenziare le politiche pubbliche attraverso un’adeguata sinergia tra pubblico e privato/privati con le loro risorse ed esperienze.

Dal 2014 a oggi, tramite visioning session collettive e un successivo lavoro di editing, Torino Stratosferica ha proposto numerose idee e visioni per una Torino al massimo delle sue potenzialità — dalle intuizioni più provocatorie fino a proposte concrete di intervento in vari luoghi della città.

Un esempio di fattibilità: Torino Stratosferica è la città dei quattro fiumi. L’acqua è un tema essenziale nel posizionamento ideale della città. Insieme a Matteo Pericoli,  architetto, illustratore, docente hanno immaginato vari interventi per vivere di più il Po e i lungofiumi, ispirati a progetti internazionali .

Il programma è articolato nei seguenti temi: future mobility; urban trends; city quitting (lasciare la città); post-covid cities; urban ecology; gender balance; radical utopias; experimental architectures; city imaging; placemaking (un approccio promosso nel 1975 dal Project for Public Spaces, – associazione di New York- basato sulla condivisione della progettazione degli spazi pubblici per rigenerare quartieri e città).

Ogni posto ha una sua personalità, espressione delle identità sociali, fisiche e culturali che lo caratterizzano in una continua evoluzione.

 

Immagine: Panoramica della città di Torino, ripresa dalla Mole Antonelliana – Photo by abbanews.eu

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