Un’estate tutta d’oro
Esiste un grande e quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne sono partecipi ma pochi si fermano a riflettere. Tutto ciò che succede lo giudicano come una cosa normale e non provano meraviglia.
Così quando in un’estate caldissima risuona centinaia di volte un inno nazionale sembra una cosa scontata ma che scontata non lo è proprio. Poniamoci una domanda: “Perché è successo?” tutte e tutti queste atlete e atleti, indossando i colori azzurri hanno permesso di raggiungere tali traguardi (in senso lato) sportivi?
Dai Campionati europei di Nuoto, ai Campionati Europei di atletica di Birmingham fino ai Giochi del Mediterraneo, ospitato quest’anno dalla città di Taranto e da altre città pugliesi, edizione eccezionale: 224 medaglie (74 ori, 78 argenti e 72 bronzi) e primo posto nel medagliere. Ben 25 federazioni su 27 hanno conquistato almeno una medaglia.
In tanti sport gli italiani sono protagonisti, ma come nasce questo apparente miracolo? Dalla cultura di base con la quale tanti giovani scelgono di impegnarsi, con passione, dando il massimo sia a livello fisico che mentale. La stima reciproca rafforza il sano spirito agonistico e quello di squadra e la vittoria raggiunta diventa simbolo del dono della vita stessa, perché tutti hanno delle possibilità ed è fondamentale mettersi alla prova.
Nuoto e pallanuoto, canoa, vela, pallacanestro, ginnastica artistica, triathlon, nuoto pinnato, stanno a dimostrare che i ragazzi amano l’acqua, atletica, ginnastica, il pattinaggio, esercizi a corpo libero.
Molto merito va agli allenatori e alle allenatrici e alla felice sinergia tra forze armate e società civile. Inoltre, altro merito da considerare è la possibilità che si dà agli atleti e alle atlete di proseguire la propria formazione a livello universitario, iscrivendo con la modalità di “dual career” studente- atleta.
La parola sport, breve e sintetica, tuttavia in grado di dare volume a quella dimensione dell’essere che gli permette di sviluppare abilità fisiche, cognitive e comportamentali, “strumenti” prezioso per il benessere individuale e sociale.
Niente è più bello di vincere, in quel momento si dimenticano i dolori, la fatica, le notti insonni e se anche tutto ciò dura un attimo ci si dimentica di tutto e già si pensa alla prossima sfida. Tuttavia, al tempo stesso, ogni autentico sportivo ha rispetto per l’avversario e vive ogni non vittoria, sempre come una sfida.
Il mistero iniziale ora deve essere la speranza di rivedere ancora sventolare la nostra bandiera e che i nostri giovani guardino al domani senza paura perché la vittoria più bella è sempre quella che verrà domani e svelerà loro la bellezza della vita.

