Me Scripta e l’infinito racconto dei papiri
Me Scripta sarà il nuovo polo di ricerca del Museo Egizio di Torino, dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione di papiri, ostraca e legature copte dell’antico Egitto.
Sostenuta dalla Fondazione CRT (socio fondatore dell’istituzione) con un investimento di circa 3 milioni di euro, l’iniziativa consacra il Museo — già il secondo più importante al mondo dopo quello del Cairo — quale eccellenza internazionale nell’ambito della ricerca egittologica.
Il centro, diretto da Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del Museo, disporrà di una propria struttura scientifica e operativa per gestire un corpus inestimabile (in parte ancora da indagare) di circa 1.000 manoscritti e oltre 30.000 frammenti. Tali reperti documentano più di 3.000 anni di cultura materiale scritta, declinata in 7 scritture e 8 lingue.
Il direttore del Museo, Christian Greco, convinto che i musei necessitino, oltre che di archeologi, anche di filologi ed epigrafisti, auspica che l’attività di ricerca possa attrarre le nuove generazioni. Il nuovo centro scientifico seguirà un programma sistematico volto a restituire alla comunità internazionale e al pubblico la sua pregevolissima dotazione.
Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio, ha sottolineato come il progetto, aperto alla collaborazione globale, garantirà un’importante ricaduta occupazionale sul territorio attraverso il coinvolgimento di ricercatori, borsisti e stagisti.
L’obiettivo finale è rendere Me Scripta, in sinergia con l’Università di Torino, un punto di riferimento per studiosi affermati e giovani in formazione: un luogo ideale per l’approfondimento non solo dell’egittologia, ma di tutte le lingue e scritture del mondo antico.
Immagine by Museo Egizio di Torino – Facebook

