All’OGR di Torino, la mostra- laboratorio di Hermés

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino ospitano la mostra – didattica Hermés in the making, dove la celebre casa di moda francese oltre ad esporre i suoi pezzi iconici impegna 11 dei suoi artigiani per mostrare al pubblico – e anche sperimentare – il loro lavoro dal quale nascono i loro prodotti di grande qualità e, quindi, durevoli.

Da tempo l’artigianato è considerato uno dei lavori del futuro, perché l’unico in grado di fornire al cliente – che se lo può permettere – l’unicità dell’oggetto; concetto che viene ribadito anche in questa occasione da Francesca di Carrobio, amministratrice delegata di Hermès Italia.

Esposti, dicevamo, le produzioni che hanno reso la griffe francese famosa nel mondo: le borse Kelly e Birkin (costosissimi oggetti d’asta), così chiamate perché create appositamente per la principessa (già attrice) di Monaco, Grace Kelly e per la cantante e attrice inglese, naturalizzata francese, Jane Birkin; accanto, naturalmente i foulard, i famosi carré, il piccolo fazzoletto da collo caduto in disuso dopo la fortuna dell’Ottocento prima di essere rilanciato, nel 1937, dalla casa francese.

La mostra didattica è itinerante: la prima tappa è stata a Copenaghen nell’ottobre 2021, Torino, la seconda (e unica città italiana) Kyoto sarà la terza.  È l’erede aggiornato di The Hermès Festival des Métiers Exhibition, dove alla mostra della propria produzione è stato affiancato il laboratorio  dove si svolge la lavorazione del cuoio, la preparazione delle stampe dei foulard e che permette al visitatore interessato di sperimentare.

Sperimentare “il mestiere” si spinge a dire ottimisticamente Olivier Fournier, vicepresidente del Gruppo Hermès e presidente della Fondazione Hermès a artribune.com “visto che ci piace reclutare persone, magari tra il pubblico c’è qualcuno che può venire a lavorare da noi in Francia”.

Forse andare oltralpe è un più complicato, ma come suole dirsi, tentar non nuoce.

Presso  OGR di Torino dal 19 al 29 maggio 2022.

 

Immagine tratta dal sito della Fondazione Hermès

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