Frane e alluvioni. I dati dell’ISPRA e i consigli della Protezione civile

L’Italia è fortemente a rischio idro-geologico per caratteristiche morfologiche,  geologiche,  topografiche e  per l’eccessivo intervento e modifiche apportate dall’essere umano. Una situazione di fragilità aggravata dai fenomeni estremi del cambiamento climatico.

L’ultima edizione del Rapporto Dissesto idrogeologico in Italia: Pericolosità ed indicatori di rischio dell’ISPRA,  fornisce un quadro completo sulle pericolosità delle frane alluvioni ed erosioni costiera e, quindi, gli indicatori di rischio per la popolazione e le strutture siano private e pubbliche.

Di seguito riportiamo i dati di riferimento del Rapporto e come ci si deve comportare in caso di frane, secondo la Protezione Civile.

I dati 

Chi è a rischio

Sono 7.423 i comuni (93,9% del totale) a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera. Complessivamente il 18,4% (55.609 km2) del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e/o a pericolosità idraulica media.

Frane e alluvioni

Le frane sono fenomeni estremamente diffusi a causa delle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio italiano, che è per il 75% montano-collinare.

Ogni anno sono qualche centinaia gli eventi principali di frana sul territorio nazionale che causano vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali e infrastrutture lineari di comunicazione primarie (122 eventi principali nel 2020, 220 nel 2019, 157 nel 2018, 172 nel 2017, 146 nel 2016, ecc.).

I fattori più importanti per l’innesco dei fenomeni franosi sono le precipitazioni brevi e intense, quelle persistenti e i terremoti.

Sono 1,3 milioni gli abitanti a rischio frane (2,2%) e 6,8 milioni gli abitanti a rischio alluvioni (11,5%). Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna (quasi 3 milioni), Toscana (oltre 1 milione), Campania (oltre 580mila), Veneto (quasi 575mila), Lombardia (oltre 475mila), e Liguria (oltre 366mila).

Le famiglie a rischio sono quasi 548mila per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni. Su un totale di oltre 14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 565mila (3,9%), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7%).

Le industrie e i servizi ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 84mila con 220mila addetti esposti a rischio; quelli esposti al pericolo di inondazione nello scenario medio sono oltre 640mila (13,4% del totale).

Degli oltre 213mila beni architettonici, monumentali e archeologici, quelli potenzialmente soggetti a fenomeni franosi sono oltre 12.500 nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata; raggiungono complessivamente le 38mila unità se si considerano anche quelli ubicati in aree a minore pericolosità.

 I beni culturali a rischio alluvioni sono quasi 34mila nello scenario a pericolosità media e raggiungono quasi i 50mila in quello a scarsa probabilità di accadimento o relativo a eventi estremi.

La situazione delle coste italiane. Le aree costiere italiane sono storicamente esposte a dissesti geomorfologici e a grave arretramento dei litorali. All’origine del degrado ci sono processi naturali connaturati all’ambiente costiero (moto ondoso, marea, correnti marine, ecc.) a cui si aggiungono fattori antropici, connessi alla forte urbanizzazione e alla concentrazione di attività socio-economiche marittime e terrestri lungo la costa.

841 chilometri di litorali sono in erosione (17,9% delle coste basse italiane). Tra il 2007 e 2019 si registra una lieve tendenza a una maggiore stabilità dei litorali nazionali. Il cambio di tendenza, seppur non riscontrabile in tutte le Regioni, è da considerarsi quale auspicato e probabile effetto dei numerosi sforzi compiuti negli anni per mitigare il dissesto costiero. A livello regionale il quadro è più eterogeneo: la costa in erosione è superiore a quella in avanzamento in Sardegna, Basilicata, Puglia, Lazio e Campania; le regioni con i valori assoluti più elevati di costa in erosione sono Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia.

I consigli della Protezione Civile 

Come comportarsi in caso di frane

Ascoltare la radio, cercare su internet o guardare la televisione per sapere se sono stati emessi avvisi di condizioni meteorologiche avverse o di allerte di protezione civile. Anche durante e dopo l’evento è importante ascoltare la radio o guardare la televisione per conoscere l’evoluzione degli eventi

Ricordare che in caso di frana non ci sono case o muri che possano arrestarla. Soltanto un luogo più elevato ti può dare sicurezza.

Spesso le frane si muovono in modo repentino, come le colate di fango: evita di transitare nei pressi di aree già sottoposte a movimenti del terreno, in particolar modo durante temporali o piogge violente.

Prima

Contattare il proprio Comune per sapere se nel territorio comunale sono presenti aree a rischio di frana;

stando in condizioni di sicurezza, osservare il terreno nelle proprie vicinanze per rilevare la presenza di piccole frane o di piccole variazioni del terreno: in alcuni casi, piccole modifiche della morfologia possono essere considerate precursori di eventi franosi;

in alcuni casi, prima delle frane sono visibili sulle costruzioni alcune lesioni e fratture; alcuni muri tendono a ruotare o traslare;

allontanarsi dai corsi d’acqua o dai solchi di torrenti nelle quali vi può essere la possibilità di scorrimento di colate rapide di fango

Durante

Se la frana viene incontro o se è sotto, ci si deve allontanare il più velocemente possibile, cercando di raggiungere un posto più elevato o stabile;

se non è possibile scappare, rannicchiarsi il più possibile su te stessi e proteggersi la tua testa;

guardare sempre verso la frana facendo attenzione a pietre o ad altri oggetti che, rimbalzando,  potrebbero colpire;

non soffermarsi sotto pali o tralicci: potrebbero crollare o cadere;

non avvicinarsi al ciglio di una frana perché è instabile;

se si sta percorrendo una strada e ci si imbatte in una frana appena caduta, cercare di segnalare il pericolo alle altre automobili che potrebbero sopraggiungere.

Dopo

Controllare velocemente se ci sono feriti o persone intrappolate nell’area in frana, senza entrarvi direttamente. In questo caso, segnalare la presenza di queste persone ai soccorritori;

subito dopo allontanati dall’area in frana. Può esservi il rischio di altri movimenti del terreno;

verificare se ci sono persone che necessitano assistenza, in particolar modo bambini, anziani e persone disabili;

le frane possono spesso provocare la rottura di linee elettriche, del gas e dell’acqua, insieme all’interruzione di strade e ferrovie. Segnalare eventuali interruzioni alle autorità competenti;

nel caso di perdita di gas da un palazzo, non entrare per chiudere il rubinetto. Verifica se vi è un interruttore generale fuori dall’abitazione ed in questo caso chiudilo. Segnala questa notizia ai Vigili del Fuoco o ad altro personale specializzato.

Come comportarsi in caso di alluvioni

Sapere se la zona in cui vivi, lavori o soggiorni è a rischio alluvione ti aiuta a prevenire e affrontare meglio le situazioni di emergenza.

Ricordare:

è importante conoscere quali sono le alluvioni tipiche del tuo territorio;

 se ci sono state alluvioni in passato è probabile che ci saranno anche in futuro;

 in alcuni casi è difficile stabilire con precisione dove e quando si verificheranno le alluvioni e potresti non essere allertato in tempo;

 l’acqua può salire improvvisamente, anche di uno o due metri in pochi minuti;

 alcuni luoghi si allagano prima di altri. In casa, le aree più pericolose sono le cantine, i piani seminterrati e i piani terra;

all’aperto, sono più a rischio i sottopassi, i tratti vicini agli argini e ai ponti, le strade con forte pendenza e in generale tutte le zone più  basse rispetto al territorio circostante;

la forza dell’acqua può danneggiare anche gli edifici e le infrastrutture (ponti, terrapieni, argini) e quelli più vulnerabili potrebbero cedere o  crollare improvvisamente.

Ognuno di noi , con semplici azioni, possiamo contribuire a ridurre il rischio alluvione.

Rispettare l’ambiente e se si vedono rifiuti ingombranti abbandonati, tombini intasati, corsi d’acqua parzialmente ostruiti ecc. segnalarlo al  Comune;

chiedere al proprio Comune informazioni sul Piano di emergenza per sapere quali sono le aree alluvionabili, le vie di fuga e le aree sicure della  tua città: se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti;

individuare gli strumenti che il Comune e la Regione utilizzano per diramare l’allerta e tieniti costantemente informato;

assicurarsi che la scuola o il luogo di lavoro ricevano le allerte e abbiano un piano di emergenza per il rischio alluvione;

se nella propria famiglia ci sono persone che hanno bisogno di particolare assistenza verificare che nel Piano di emergenza comunale siano  previste misure specifiche;

evitare di conservare beni di valore in cantina o al piano seminterrato;

assicurarsi che in caso di necessità sia agevole raggiungere rapidamente i piani più alti del tuo edificio;

tenere in casa copia dei documenti, una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile e assicurati che ognuno sappia dove siano.

Cosa fare – Durante un’allerta

Tenersi costantemente informato sulle criticità previste sul territorio e le misure adottate dal tuo Comune;

 non dormire nei piani seminterrati ed evita di soggiornarvi;

 proteggersi con paratie o sacchetti di sabbia i locali che si trovano al piano strada e chiudi le porte di cantine, seminterrati o garage solo se  non ti esponi a pericoli;

 nel caso di spostamenti, valutare prima il percorso ed evita le zone allagabili;

valutare bene se mettere al sicuro l’automobile o altri beni: può essere pericoloso;

• condividere la propria conoscenza sull’allerta e sui comportamenti corretti;

 verificare che la scuola de proprio figlio sia informata dell’allerta in corso e sia pronta ad attivare il piano di emergenza.

Durante 

Se ci si trova in un luogo chiuso

non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro i beni: rischi la vita;

non uscire assolutamente per mettere al sicuro l’automobile;

se ci si trova in un locale seminterrato o al piano terra, salire ai piani superiori. Evitare l’ascensore: si può bloccare. Aiutare gli anziani e le persone  con disabilità che si trovano nell’edificio;

chiudere il gas e disattivare l’impianto elettrico. Non toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati. Non bere acqua dal  rubinetto: potrebbe essere contaminata

limitare l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi.

mantenersi informato su come evolve la situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità

Se ci si trova all’aperto

Allontanarsi dalla zona allagata: per la velocità con cui scorre l’acqua, anche pochi centimetri potrebbero far cadere;

raggiungere rapidamente l’area vicina più elevata evitando di dirigerti verso pendii o scarpate artificiali che potrebbero franare;

fare attenzione a dove si cammina: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti ect.;

evitare di utilizzare l’automobile. Anche pochi centimetri d’acqua potrebbero far perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento: si rischia di rimanere intrappolati;

evitare sottopassi, argini, ponti: sostare o transitare in questi luoghi può essere molto pericoloso;

limitare l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi;

mantenersi informato sull’evoluzione  della situazione e seguire le indicazioni fornite dalle autorità.

Dopo

seguire le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione, come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle  cantine ect.;

non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati. Inoltre, l’acqua potrebbe  essere inquinata da carburanti o altre sostanze;

fare attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere;

verificare se si può riattivare il gas e l’impianto elettrico. Se necessario, chiedere il parere di un tecnico;

prima di utilizzare i sistemi di scarico, informarsi che le reti fognarie, le fosse biologiche e i pozzi non siano danneggiati;

prima di bere l’acqua dal rubinetto assicurarsi che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a  contatto con l’acqua dell’alluvione: potrebbero essere contaminati.

La piattaforma IdroGeo

La piattaforma nazionale IdroGeo è un’app multilingua, open data, accessibile da smartphone, tablet e desktop, in cui vengono riportati tutti gli indicatori di rischio su base comunale.

La piattaforma sul dissesto idrogeologico consente la gestione e la consultazione di dati, mappe, report, foto, video e documenti; si pone come strumento di comunicazione e diffusione delle informazioni, a supporto delle decisioni nell’ambito delle politiche nazionali di mitigazione del rischio e, per quanto riguarda le frane, della pianificazione territoriale, della progettazione preliminare delle infrastrutture, della programmazione degli interventi strutturali di difesa del suolo  della gestione delle emergenze idrogeologiche e delle valutazioni ambientali.

Fonti: Dissesto idrogeologico in Italia: Pericolosità ed indicatori di rischio; ISPRA ; Protezione Civile – approfondimenti in caso di frane; in caso di alluvioni

 

Immagini – copertina – frana a Ischia – Casamicciola; nella pagina, situazione idrogeologica in Italia. Entrambe le fotografie sono tratte dalle pagine web di ISPRA

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