La didattica esperienziale di Dario Gasparo. Corpo e mente in azione

In tempi di diffusa (e obbligata) didattica a distanza, ci siamo rivolti a un docente per cui la didattica, vicina o lontana che sia,  ha come principale missione educativa quella di rendere l’apprendimento materico, reale, produttivo; un luogo non luogo dove la conoscenza si apprende, si sedimenta, si mobilita attraverso l’osservazione e la sperimentazione con l’ambiente e le cose che ci circondano.

Dario Gasparo, triestino, biologo di professione e, in una seconda vita, professore di matematica e scienze alla scuola secondaria di primo grado Giuseppe Caprin dell’Ic Valmaura, tra i vincitori dell’Italian Teacher Prize 2018.  Una formazione giovanile nel mondo degli scout che, probabilmente, ha inciso sul suo approccio pratico-riflessivo alla didattica, congiuntamente ad una natura particolarmente versatile.

Preferisco insegnare meno conoscenze ma dare più strumenti, più metodo e sono sicuro che ciò che abbiamo fatto in questo modo rimarrà per sempre tra le esperienze vissute dagli studenti“.

Pensiero, corpo ed emozioni

Pensiero, corpo ed emozioni. Gasparo non separa il corpo dalla mente e inizia il suo suggestivo racconto formativo (una grammatica della realtà, permeata da una solida creatività) partendo dalla necessità dei bambini di muoversi, dell’impossibilità di un ragazzino/ragazzina di trascorre 4- 5 ore seduto al banco. Il movimento del corpo, dunque, nelle sue lezioni non può mancare. Con i 30.000 euro vinti con l’Italian Teacher Prize, insieme ad altre fonti di finanziamento ha progettato un’aula all’aperto, una sorta di anfiteatro, in mezzo al verde, in cui è situata la scuola, così che si possa apprendere a contatto con la natura.

Non gite, ma per-corsi educativi

Gli allievi e le allieve di Gasparo, sono abituati a saltare in sella a una bicicletta e, rispettando le regole organizzative e civiche dello stare insieme, con a capo la loro guida, apprendono le basi della geografia, della geologia (per esempio esplorando una grotta) fuori dall’aula canonica, ragionando non solo sugli elementi naturali, ma sugli oggetti che ci circondano; per esempio il loro professore spiega un  rapporto matematico attraverso l’osservazione del meccanismo dei cambi di una bicicletta e che tipo di conoscenze siano necessarie per progettarla. Le ricette di cucina richiedono la conoscenza delle proporzioni. Un’autentica mobilitazione della conoscenza.

Ci racconta con l’amabile e gaia schiettezza che lo caratterizza, come il padre di uno dei suoi allievi,  in veste di accompagnatore, dopo una giornata trascorsa insieme, esclamò: “Non pensavo che si potessero imparare tante cose in un giorno”. L’attività sportiva diventa  un pretesto per parlare dell’equilibrio e della meccanica corporea. Se si studia il sistema cardiocircolatorio, lo si può fare in cortile, mentre si organizza un gioco educativo ad hoc.

Il cortile della scuola può trasformarsi in una rappresentazione visiva del sistema cardiocircolatorio, disegnando per terra,  un percorso in movimento tra ventricoli, arterie, vene, ecc. Così come si può usare il ballo e il canto per memorizzare il nome delle ossa umane: un metodo particolarmente utile per gli allievi stranieri e fonte di naturale socializzazione, come ci illustra il video Didatticattiva.

Dinamica d’aula

Ovviamente la parte educativa “all’esterno” è ridotta rispetto alle ore in aula, ma non per questo si viene meno ai principi fondanti dell’educazione esperienziale. Se si parla di corpo umano, di apparato respiratorio, lo si fa da un punto di vista pratico. Il libro si consulta a casa. Per illustrare il fenomeno della vibrazione del suono in fisica, si può fare , portando gli allievi nella sala musica e mostrargli il meccanismo di un tasto del pianoforte.

La rapidità con cui i giovani di oggi fruiscono  delle informazioni, con un semplice tocco sul display del loro telefonino,  rende  sempre più articolato il un “compito’attrarre” di attrarre e mantenere loro attenzione durante le ore di lezione.

Ogni concetto ri-portato all’attiva riflessione, si tras-forma in laboratorio permanente. La geometria tridimensionale solida è complessa, ma i concetti geometrici diventono più semplici se si gioca con i paradossi della prospettiva. Così come il metodo dell’aula capovolta permette all’allievo di presentare un esperimento ai suoi pari e i ragazzi sono più attenti quando il docente è uno di loro.

Toccare con mano gli oggetti, usando tutti i sensi, rende l’apprendimento più percettivo. Muoversi, usare i muscoli, bruciare energia. L’alternanza tra lo sforzo fisco e mentale, favorisce l’acquizione delle conoscenze, in un’ottica di apprendimento funzionale irreversibile.

Insegniamo a pescare

La curiosità è motore primo del desiderio di apprendere, dunque la contestualizzazione anche fisica di ogni sapere, rende il processo di apprendimento attivo e facilità il sapere  “a lungo termine”. Il momento della verifica dovrebbe essere un momento piacevole in cui si valuta quanto appreso e il discente si autovaluta. Fondamentale è capire le cose, diventare competente nell’apprendimento, vale a dire, essere in grado di trasferire quanto appreso in altri contesti, attivando nuove connessioni, nuovi saperi. Finire il programma non è una priorità, acquisire le basi del “sapere, sapere fare e sapere essere”  lo è.

Si devono dare loro gli strumenti per capire ciò che li circonda. Si sacrifica una parte delle nozioni in nome dell’antico saggezza “del non dare il pesce ma insegnare a pescare”. Tra 20 anni, oltre il 50% dei lavori di oggi non esisteranno.

Multidisciplinarità ” a servizio” della didattica esperienziale

Uno strumento di grande impatto formativo è la realizzazione di un video. Capacità e abilità diverse si compongono per dare vita a un prodotto multimediale di notevole impatto comunicativo. L’ecclettismo di Gasparo lo rende abile in diversi campi del sapere, tra cui il coordinamento e la realizzazione dei video, in cui i giovani si cimentano  in diverse attività: individuare un linguaggio sintetico attraverso le parole chiavi, fare il montaggio, usare la videocamera, gestire l’audio. Come esempio di multidisciplinarità realizzata attraverso l’uso del cortometraggio, citiamo il concorso vinto sul rapporto genitori e figli.

Come esempio di approccio del metodo di insegnamento, un connubio tra didattica digitale e esperienza sensoriale,  i ragazzi del prof Gasparo hanno vinto il premio alla fase provinciale del Premio Scuola Digitale con il progetto La Riserva Naturale della Val Rosandra con la realtà virtuale. La presentazione si è svolta il 19 febbraio 2020 presso l’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste.

Un bel reportage di Gasparo sul magazine Alpinismo Triestino, descrive come 23 adoldescenti e 2 professori hanno trascorso insieme un fine settimana nella Riserva Naturale della Val Rosandra all’insegna della conoscenza del Carso epi ed ipogeo: “La nostra esperienza sarà all’insegna della scoperta, dell’emozione, dell’atletismo necessario per strisciare nei pertugi più piccoli della grotta. Troppe persone non vivono i loro sogni perché stanno vivendo le loro paure; meglio superarle!

Ospite in convegni nazionali ed internazionali, come quello di Bogotà dove ha illustrato il suo metodo di didattica esperienziale, Gasparo svolge un’autentica didattica di competenze.

 

 

 

 

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