COP 24. Il vertice sul clima senza via di scampo

Il prossimo vertice sul clima mondiale COP 24 che si terrà a Katowice (Polonia) dal 2 al 14 dicembre 2018, assume un’importanza cruciale.

Dopo la presentazione del rapporto Global Warming 1,5°, avvenuta nell’ottobre 2018, non ci sono più dubbi su 2 fatti essenziali per la sopravvivenza della Terra – così come la conosciamo oggi ed essenziale per il perdurare della specie umana – che sono 1) è l’attività umana a causare l’eccessiva emissione di CO2 e il riscaldamento globale (causa madre di tutti gli stravolgimenti naturali che in parte già viviamo); 2) non è possibile superare l’aumento della temperatura media globale di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, tenendo ben presente che 1°C d’innalzamento lo abbiamo già raggiunto.

Dunque, scartata dalla scienza la possibilità di raggiungere l’incremento di 2°C ventilato nel corso degli ormai storici Accordi di Parigi (COP 21 del 2015), ci rimane come scarto a disposizione, durante il quale cambiare in fretta le nostre abitudini di vita e lavoro, soltanto 0,5°C e il traguardo di emissione zero dei gas serra entro il 2050.

Il Rapporto Global Warming, rappresenterà il contributo scientifico della Conferenza in Polonia, durante la quale saranno esaminati i progressi (o, ahinoi, i regressi) compiuti dai singoli Governi. Soprattutto verranno verificate se le promesse fatte dei Paesi in materia di riduzione delle emissioni di CO2, nel corso della COP 23 del 2017 (il cosiddetto Dialogo di Talanoa) sono state mantenute.  Si tratta per 196 Stati di rispettare le cosiddette Ndc, ovverosia le Nationally determined contribution, decise durante gli Accordi di Parigi, che consistono nell’assumere quelle misure per adattarsi agli impatti negativi dei cambiamenti climatici e favorire la resilienza climatica in modo da non minacciare la vita sulla Terra.

Purtroppo le edizioni precedenti sulla Conferenza del Clima, pur avendo puntualmente registrato e riferito sulla tragicità delle conseguenze dei mutamenti delle condizioni climatiche “non più previsione ma difficile realtà odierna”, sono state deludenti.  Per l’edizione di quest’anno si confida, molto, nelle informazioni del rapporto Global Warning, affinché i Paesi partecipanti, finalmente, assumano un’autentica consapevolezza che generi fatti concreti.  A iniziare dalla nazione ospitante, la Polonia, che ancora usa il carbone per la produzione dell’80% dell’energia che consuma e rimane il primo fruitore europeo della fonte fossile; né, fino ad ora, ha presentato un piano di conversione verso una fonte energetica sostenibile. E nell’Alta Slesia, dove risiedono le miniere da dove viene estratto la maggiore quantità di carbone, sorge, per l’appunto, Katowice, la città che diventerà per 10 giorni la capitale delle auspicabili soluzioni per il presente e futuro dell’umanità.

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