Rigenerazione socio-ambientale ed economia circolare con le arance di Caserta e Sorrento

Ancora al centro di progetti di economia sociale, sostenibile e circolare, le arance si stanno dimostrando versatilissime per il loro riuso in molti settori.

A Caserta,  per il settimo anno, sono stati i volontari del Comitato per Villa Giaquinto – con i residenti del quartiere, riuniti nel progetto M’arrancio -, a raccogliere le arance amare della Villa, con le quali ottengono marmellate e liquori il cui guadagno della vendita viene investito per gli interventi di rigenerazione del parco e per l’organizzazione dei tanti eventi gratuiti di carattere culturale e sociale per bambini e adulti di tutte le nazionalità, che si organizzano nel corso dell’anno.

È stato proprio il Comitato, formatosi nel 2016 con l’unione di studenti e attivisti, a consentire la riapertura della Villa, parco pubblico di circa un ettaro nel centro storico di Caserta.

Sull’esempio di Bologna, nel 2018 la città campana ha approvato il Patto di Collaborazione tra il Comune e il Comitato, riconoscendo a quest’ultimo il ruolo di co-gestore dello spazio.

Il lavoro dei volontari ormai di comprovato beneficio per la tutela del benessere cittadino e per la rigenerazione del bene pubblico, fa si che, da allora, il Patto sia puntualmente approvato.

Per seguito tutte le iniziative del Comitato vi consigliamo la pagina Facebook – Villa Giaquinto.

Le arance di Sorrento

Anche a Sorrento è terminata la raccolta delle arance amare delle alberature pubbliche.

Se a Siviglia le arance amare sono adoperate per produrre bio-gas per i mezzi del trasporto pubblico, Sorrento, invece, ha seguito il modello di Montecarlo, dove la raccolta di frutti da circa 500 piante è diventata una tradizione per la produzione di marmellate, canditi, vin d’Orange e grappa.

La raccolta delle arance di Sorrento secondo il progetto concepito e organizzato da Penisolaverde SpA punta su due obiettivi: minimizzare gli scarti (generalmente le arance delle alberature pubbliche vanno smaltite) e agevolare il circuito virtuoso della trasformazione a favore dei più giovani.

Trasformazione che avviene con la collaborazione dei una cooperativa formata da oltre 300 aziende agricole.

Giunto al terzo anno, la raccolta del 2024 è stata lusinghiera tanto da far superare i traguardi dello scorso anno, quando, secondo il direttore di Penisolaverde, Luigi Cuomo, sono stati trasformati “12 tonnellate di arance, producendo 2mila barattoli di marmellata, 1200 di succo e 6 litri di olio essenziale”.

Il ricavato della vendita dei prodotti è destinato all’acquisto di nuove piante di arancio da mettere a dimora in aree pubbliche in modo  da attivare un circuito virtuoso dove sono le stesse piante ad autofinanziare il verde pubblico.

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