Jess Wade. Una pagina al giorno per colmare la lacuna di Wikipedia

Jess Wade, fisica del Regno Unito ha scritto oltre 1750 biografie per Wikipedia di scienziati appartenenti a minoranze culturali e/o etniche.

Emergono allora tante storie di donne il cui lavoro è stato finora ignorato, misconosciuto o ‘rubato’ dai colleghi maschi. Jess Wade ha dedicato alla compilazione dei testi 5 anni del suo tempo libero iniziando con la biografia di Kim Cobb, climatologa americana che nonostante i riconoscimenti scientifici ottenuti, con stupore della fisica britannica, non compariva in Wikipedia.

Jess Wade, invece, quando l’aveva conosciuta nell’ambito di un evento scientifico ed essendone rimasta “estremamente colpita” aveva cercato ulteriori informazioni su Internet, rimanendo sfavorevolmente stupida di non trovare una citazione dalla Cobb sull’enciclopedia pubblica del web, oggigiorno la più famosa al mondo, sicuramente la più popolare.

Allora Wade non sapeva ancora come colmare questa lacuna di Wikipedia, era sicura però che si trattasse di una grave e preoccupante mancanza. “Non solo non abbiamo abbastanza donne nella scienza, ma non stiamo facendo abbastanza per celebrare quelle che abbiamo” ha asserito nell’’intervista che ha rilasciata al Washington Post.

Dalla Cobb in poi la consapevolezza della mancanza di contenuti “in particolare sulle donne e sulle persone si colore” su Wikipedia, consultata praticamente da tutti” ha asserito Wade: di certo da 2 miliardi di persone che ogni mese vi cercano informazioni sulle personalità e sugli argomenti di ogni genere e sulle idee.

Wade si è messa all’opera finendo per redigere più di 1750 pagine di Wikipedia per scienziate e ingegnere sia donne sia appartenenti a minoranze etniche. Ma ha precisato la fisica “c’è ancora molto lavoro da fare” e continuerà ad assicurarsi che le biografie delle persone “siano presenti”.

Secondo il  WikiProject Women in Red – un gruppo dedicato ad affrontare il divario di genere di Wikipedia – solo il 19% delle biografie di Wikipedia in inglese sono di donne.

C’è però la biografia di Wade, ricercatrice presso l’Imperial College di Londra, dedita allo studio della spettroscopia Raman, e i cui contributi scientifici le hanno procurato numerosi premi nonostante abbia soltanto 33 anni. Un lavoro intenso che, come abbiamo visto, non la distrae da quella che considera la sua missione di “correggere i pregiudizi di genere e razziali nella comunità scientifica e a difesa delle donne nelle STEM” che costituiscono, scrive il Washington Post, soltanto “il 28% della forza lavoro”.

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