Vaccinazioni. L’Emilia Romagna vara la prima legge italiana sull’obbligatorietà

 

Vaccinazione. Emilia Romagna prima legge d'obbligatorietàL’obbligatorietà della  vaccinazione per frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna, è diventata legge, ed è la prima varata da una Regione italiana.
Lo prevede il progetto di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia della Giunta regionale, approvato dall’Assemblea legislativa. Nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, la norma introduce come requisito d’accesso ai servizi «l’avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente», e quindi aver somministrato ai minori l’antipolio, l’antidifterica, l’antitetanica e l’antiepatite B.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha così commentato il provvedimento: “La nostra legge è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità e, soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi. Siamo i primi in Italia ad adottare questa misura, aprendo la strada, visto che altre Regioni intendono fare lo stesso e che se ne parli come di un provvedimento d’interesse nazionale”.

Fino al 1999, le vaccinazioni sono state obbligatorie su tutto il territorio nazionale.

Richiamo sulla difterite e poliomielite

È auspicabile che la vaccinazione obbligatoria (che azzardiamo, dovrebbe essere tale a prescindere dalla frequentazione o meno del nido) diventi materia d’interesse nazionale, stando ai dati trasmessi, in questi giorni, dall’Istituto Superiore della Sanità e alle parole del suo presidente Walter Ricciardi, il quale senza tante parafrasi ha detto: “Ci aspettiamo, anche in Italia, i primi casi di poliomielite e difterite, dovuti al calo delle vaccinazioni”.  Il calo delle vaccinazioni , nello specifico della poliomielite sradicata in Italia ma “presente al di là dell’Adriatico” non garantisce più “l’effetto gregge, ossia la protezione che impedisce al microrganismo di espandersi, che si ottiene con una copertura vaccinale di almeno il 95%, mentre è scesa al 93,4% , che mette la comunità tutta in una “condizione di insicurezza”.

La poliomielite è una malattia virale infantile a rapida diffusione, che colpisce il sistema nervoso centrale provocando, secondo i nervi coinvolti, varie forme di paralisi.
Ancora più grave, ci riferisce Walter Ricciardi, la situazione della difterite,  malattia infettiva acuta e contagiosa che coinvolge soprattutto l’apparato respiratorio con importanti conseguenze, che si è già palesata a Bologna, un caso che dimostra che il “batterio è in circolo”.  Come la poliomielite, anche la difterite era stata considerata debellata in Italia.

L’Oms conferma. Le percentuali italiane

L’Oms conferma che la percentuale del numero dei bambini vaccinati è sceso sotto il 95%, ovvero sotto il livello di guardia. I numeri ci indicano che i bambini italiani sottoposti alla vaccinazione esavalente – che copre la difterite-tetano-pertosse acellulare, Polio, Hib, Epatite B – oscilla fra il 93 e il 94%, mentre scende all’85% circa la vaccinazione Mpr, contro il morbillo, rosolia e parotite.

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