Oltre il silenzio. Come accogliere e riconoscere il dolore dei più giovani

In Italia, nei giovani tra i 15 e i 29 anni, il suicidio rappresenta la terza causa di morte dopo gli incidenti stradali e i tumori; nei maschi rappresenta la seconda.

Un fenomeno rilevante, difficile da stimare, è anche quello dei tentativi che non vanno a buon fine che necessita di un attento lavoro di prevenzione, imprescindibile per il futuro dei giovani e delle famiglie di tutto il Paese.

Nell’infanzia resta un evento raro, ma pensieri di morte, ideazione suicidaria e comportamenti autolesivi possono comparire già in età scolare e rappresentano importanti indicatori di vulnerabilità da non sottovalutare.

 Prevenzione: una responsabilità condivisa

“La prevenzione rappresenta lo strumento più efficace per contrastare il comportamento suicidario, che si sviluppa attraverso l’interazione tra vulnerabilità biologiche, fattori emotivo- relazionali e ambientali – sottolinea la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, già Ordinario dell’Università di Brescia e Membro Corrispondente Straniero dell’Accademia Francese di Medicina – Dobbiamo imparare ad agire promuovendo la salute neuropsichiatrica fin dalle prime fasi della vita, rafforzando tutte le competenze di regolazione emotiva e relazionale, creando intorno ai bambini e agli adolescenti una rete di adulti capaci di ascoltare e di riconoscere i segnali di rischio, in famiglia e nella società. Parlare di benessere neuropsichiatrico e chiedere aiuto devono diventare comportamenti normali, non qualcosa di cui vergognarsi”.

Aumento delle richieste di aiuto

“L’aumento delle richieste di aiuto emerge anche dall’esperienza clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – afferma Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore”.

“Le consulenze neuropsichiatriche effettuate in Pronto Soccorso sono passate dalle 155 del 2011 alle 1.675 del 2025. Nello stesso periodo, gli accessi per autolesionismo, ideazione suicidaria e tentato suicidio sono passati da 12 a 445 – prosegue il neurologo –.. Questi numeri ci dicono che la sofferenza psicologica di bambini e adolescenti arriva sempre più spesso fino all’emergenza. Non dobbiamo alimentare allarmismi, ma nemmeno minimizzare i segnali di disagio: l’autolesionismo, il ritiro, la disperazione o le frasi sul non voler più esserci vanno presi sul serio. Chiedere a un ragazzo se pensa alla morte non gli mette in testa l’idea del suicidio, ma può offrirgli l’occasione di raccontare la propria sofferenza. La prevenzione significa intervenire prima che quella sofferenza diventi un’emergenza, ma anche garantire che quando un ragazzo o una famiglia chiedono aiuto trovino servizi capaci di offrire una risposta tempestiva e adeguata”.

Per rispondere alle richieste di aiuto dei più giovani e delle loro famiglie, la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù ha attivato la linea telefonica Lucy 06.6859.2265 per le consulenze psicologiche urgenti, attiva tutti i giorni 24 ore su 24.

Rompere lo stigma per rendere più facile chiedere aiuto

Prevenire gli atti autolesivi e i tentativi di suicidio tra bambini, adolescenti e giovani significa innanzitutto intervenire prima che la sofferenza diventi emergenza, costruendo ambienti capaci di sostenere il benessere neuropsichico, riconoscere tempestivamente le situazioni di vulnerabilità e facilitare la richiesta di aiuto, senza timore di essere stigmatizzati.

Cambiare la narrazione del suicidio

È questo il senso di Cambiare la narrazione del suicidio, il tema della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, che pone l’accento sulla necessità di superare la cultura del silenzio e del pregiudizio per promuovere maggiore apertura, comprensione e supporto.

Il convegno

Un messaggio che sarà al centro anche del convegno che si svolgerà a Genova domani 10 settembre, in occasione della Giornata Mondiale della Prevenzione del Suicidio, organizzato congiuntamente da SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova e Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il convegno dal titolo Il suicidio in età evolutiva: dalla clinica al trattamento riunirà esperti nazionali per approfondire i fattori di rischio e di protezione, l’identificazione precoce dei soggetti a rischio, la gestione delle situazioni di crisi e i percorsi di presa in carico tra ospedale e territorio.

 

Immagine by Vika Glitter – pexels.com – esente da royalties

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