Senza anziani non c’è futuro

Prossimi alla fase 3 per affrontare in sicurezza la graduale riapertura economica, sociale e culturale del Paese, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello per ri-umanizzare le nostre società Senza anziani non c’è Futuro.

Molto ci sarà da rivedere nei sistemi della sanità pubblica e nelle buone pratiche necessarie per raggiungere e curare con efficacia tutti, per superare l’istituzionalizzazione. Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Sta prendendo piede l’idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come “cultura dello scarto; toglie agli anziani il diritto a essere considerati persone, lasciando che sian solo un numero e in certi casi nemmeno quello.

In numerosi Paesi, di fronte all’esigenza della cura, sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una “sanità selettiva” che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbe una forma di “scelta” in favore dei più giovani e dei più sani.

… Crediamo che sia necessario ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli. È ora di dedicare tutte le necessari risorse alla salvaguardia del più gran numero di vite e umanizzare l’accesso alle cure per tutti. Il valore della vita rimanga uguale per tutti. Chi deprezza quella fragile e debole dei più anziani, si prepara a svalutarle tutte”.

I firmatari sono membri di tutta Europa, tra cui, Manuel Castells, ordinario di sociologia dell’Università di California Berkeley, Irina Bokova, ex direttrice generale UNESCO, Adam Michnik, scrittore, direttore del maggiore quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, Romano Prodi, ex presidente del Consiglio dei ministri e della Commissione europea, Annette Schavan, ex ministro federale tedesco dell’Educazione e Ricerca.

La pandemia che ha coinvolto il mondo intero ha fatto emergere con forza tutte le mancanze della società. Accoglierle, esaminarle, per ricostruire modelli basati sull’etica, sui valori dei diritti umani e dell’autentico progresso, è la sfida primaria che riguarda gli enti internazionali, i governi nazionali, gli enti locali, le comunità, i territori, l’uomo nel suo micro ambiente.

Lo scandalo dei tanti morti nella RSA è un degli aspetti più tragici e probabilmente criminali di una società in degrado.

Per firmare l’appello: Senza anziani non c’è futuro

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