Il reintegro dei medici no vax secondo gli Ordini dei Medici

Secondo l’Huffington Post, il presidente Sergio Mattarella non approverebbe la norma governativa per il reintegro di medici e infermieri no-vax.

Il DDL sulle professioni sanitarie, in cui la misura è confluita, ha già ricevuto il parere sfavorevole degli Ordini medici, come ha riferito Antonio Magi, presidente dell’Ordine di Roma.

“Il commento degli ordini professionali è sicuramente negativo. Quando si viola il codice deontologico, e in questo caso riteniamo che non sia stato rispettato, in quanto oltre a essere pro o contro ai vaccini a loro difesa questi colleghi che hanno avuto provvedimenti disciplinari hanno diffuso informazioni antiscientifiche e hanno presentato a loro difesa pubblicazioni pseudoscientifiche prive di reale fondamento. Dall’altra parte ci sono le norme di legge, che devono essere rispettate: se la legge prevede che un professionista, durante una pandemia con migliaia di morti debba vaccinarsi, allora hanno l’obbligo di vaccinarsi a tutela della comunità, perché è il loro ruolo professionale e deontologico. Se questo non è avvenuto, è evidente che la questione rientra nell’ambito dell’attività disciplinare degli Ordini.”

La misura, contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, approvato in commissione Affari sociali, prevede in particolare la possibilità di una reiscrizione agli Albi per i medici e gli operatori sanitari radiati per fatti legati alla pandemia, purché le condotte contestate non siano state ritenute dolose. “Va inoltre sottolineato- ha proseguito Magi – che gran parte dei provvedimenti disciplinari adottati nei confronti di alcuni sanitari non sono stati legati soltanto alla questione vaccinale, ma ad altri comportamenti dolosi da questi tenuti nei confronti degli Ordini e alla presentazione di documentazioni inesistenti, comprese false citazioni o pubblicazioni scientifiche che sostenevano, ad esempio, che i vaccini fossero controproducenti. Utilizzare questi strumenti come elemento di difesa è una violazione del codice deontologico”.

Dunque “da una parte”, secondo Magi, si approvano leggi “per garantire la sicurezza dei cittadini e la legalità”, dall’altra con questa norma “sembra si vadano a ‘coprire’ comportamenti contrari alle regole, mentre vengono penalizzati coloro che hanno rispettato quanto previsto dalla legge e dalle disposizioni vigenti, anche quando magari non erano personalmente d’accordo. Lo hanno fatto comunque, nell’esercizio del proprio dovere. Cosa ancora più grave è il mancato rispetto dei colleghi che hanno perso la loro vita per salvare gli altri. Per questo riteniamo che questa norma non sia una scelta corretta”.

Ha quindi aggiunto il presidente dei medici di Roma: “Per quanto ci riguarda, questa è una presa di posizione che esprime soprattutto grande disagio. Essendo un organo dello Stato, vedere che prima vengono date indicazioni e poi vengono adottati provvedimenti che sembrano andare in una direzione diversa genera preoccupazione. Ci auguriamo che in Senato questa norma venga cancellata”. Secondo Magi, quindi, è necessario evitare “un passo indietro, perché introdurre norme di questo tipo rischia di creare ulteriore confusione nei cittadini, che sono già sottoposti quotidianamente a molte informazioni contrastanti”.

 

Immagine: Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici chirurghi e Odontoiatri

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