La legge che riconosce l’obesità come malattia
L’obesità è una malattia cronica e l’Italia è il primo Paese a riconoscerla come tale per legge, inserendola nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
In Senato, infatti, il 1° ottobre 2025, è stata approvato in via definitiva il Disegno di legge n.1483, più noto come Legge Pella (dal nome del primo firmatario e proponente Roberto Pella, deputato di Forza Italia), che definisce l’obesità non come una condizione o conseguente di altre patologie, ma come malattia “progressiva e recidivante”, che colpisce attualmente circa 6 milioni di persone. E il numero è in crescita
La legge Pella contiene le indicazioni per la prevenzione (soprattutto infantile) e la cura e stanzia 700mila euro così suddivisi: per quest’anno 800mila euro per il 2026 e 1,2 milioni all’anno a partire dal 2027. I soldi sono troppo pochi e sarà necessario trovare le risorse per garantire i servizi e le cure necessari ai pazienti. E poiché la legge decreta che le cure siano inserite nei LEA, bisognerà superare l’impasse che i farmaci contro questa malattia già esistenti sono rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale soltanto se il paziente è diabetico.
Il testo prevede campagne informative sugli stili di via corretti, la promozione dell’attività fisica e dell’educazione alimentare nelle scuole, la responsabilizzazione dei genitori, la formazione di medici e operatori sanitari e la nascita dell’Osservatorio sull’obesità presso il Ministero della Salute, con funzioni di osservazione, monitoraggio e studio verso una malattia in crescita.
Il Senato ha approvato in via definitiva anche il DDL che “riconosce il giorno 16 maggio quale Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone”, cioè quello che oggi si definisce body shaming.
Le legge, comunque, pur mancante delle necessarie risorse – che auspichiamo, con le associazione dei pazienti e loro familiari, siano disponibili nella loro interezza quanto prima – ha il merito di fissare un approccio su più livelli: preventivo, curativo e inclusivo. Le persone obese, infatti, sono spesso beffeggiate e socialmente e lavorativamente discriminate.
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