Tempi moderni per l’editoria cartacea

Si realizza la previsione del regista francese Olivier Assayas, il quale nel suo ultimo film, dall’ingannevole titolo italiano Il gioco delle coppie, parlando di editoria proclama la vittoria della carta sul digitale.

Sicuramente un atto d’amore quello di Assayas verso le pagine del libro tradizionale e che come ogni atto d’amore, magico: una preveggenza dall’apparente sapore anacronistico che ha trovato, in seguito, la conferma nei dati riferiti da Brian Murray dell’HarperCollins Publishing, secondo gruppo editoriale al mondo, che ha parlato di un incremento tra il 3 e il 5% delle vendite dei libri cartacei a discapito degli e-book.

Intervistato da La Repubblica, Murray non ha esitato ad asserire che “il futuro dell’industria del libro riparte dal suo passato” perché “la gente si è stancata di passare le giornate sul computer e smartphone per lavorare”.  Dunque per lo stesso motivo per il quale si ritorna al dump-phone (cellulare senza internet), così, quando si è lontani dal lavoro, si preferisce il “libro fisico”.

Altro spunto interessante che ci viene dalle parole dell’editore statunitense è che la crisi delle grandi catene di libri soffrono a causa di Amazon a tutto vantaggio delle piccole librerie.

Certo, sono dati che riguardano l’editoria in lingua inglese, che risponde alla domanda di una vastissima platea di lettori, ma anche il mercato italiano, nonostante le sue difficoltà, può scorgere una speranza di futuro nei libri cartacei, nei piccoli editori e nei piccoli punti vendita.

La direzione verso il potenziamento dell’editoria cartacea, sembra fare capolino anche in Italia tra le pieghe delle istituzioni. L’11 febbraio 2019,  il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha incontrato, a Palazzo Litta a Milano, gli esponenti del mondo editoriale – tra i quali l’Adei e Ali (associazione degli editori indipendenti), la distributrice Emme Libri, il sindacato librai e cartolibrari e i rappresentanti di Amazon – in previsione di un disegno di legge (ce ne sono altri già depositati) che la Commissione Cultura della Camera elaborerà prossimamente.

Tra le diverse misure si pensa a “un intervento statale per non lasciare l’azione solo al libero mercato” e per favorire le tirature e i lettori: parole del ministro della Cultura, come riporta il Corriere della Sera, che vuole evitare la posizione di predominio da parte “di un singolo produttore e un grande punto vendita online nelle mani di un unico soggetto”.

Quindi sostegno finanziario verso le persone che desiderano aprire o ristrutturare una libreria e per far nascere “punti vendita vicini a casa”,  anche con l’introduzione del libraio nella grande distribuzione”: si pensa di “affidare al libraio la cura di qualche scaffale nei supermercati per fare delle rotazioni accurate di libri”.

Varie le iniziative previste per aumentare il numero dei lettori: incrementare lo “stimolo della domanda” attraverso soluzioni tipo Art Bonus, ovvero “destinando soldi per incoraggiare la domanda, finanziando chi acquista o rendere detraibile fiscalmente il bene”; stabilire “un coordinamento strategico tra le varie fiere e i festival del libro per evitare sovrapposizioni o perdite finanziarie”.  Auspicabile per Bonisoli fissare “un calendario dei festival letterari e dei premi”.

Sul tavolo la possibilità di rivedere i limiti posti dalla Legge Levi  sugli sconti sul prezzo di copertina, per organizzare degli eventi che mettano al centro l’abbassamento del costo.

In merito alla promozione internazionale della letteratura italiana. Bonisoli ha dichiarato che a marzo prossimo si recherà alla Fiera del libro francese di Parigi, per sostenere la candidatura dell’Italia come Paese ospite d’onore alla Fiera del 2021 e nel 2022 a Qatar. Quel che è certo è che lo sarà nel 2023 alla Fiera del libro di Francoforte.

 

Fotografie: copertina e nella pagina dall’alto verso il basso: l’attore  Vincent Macaigne nel film ‘Il gioco delle copie’;  Alberto Bonisoli, attuale ministro della Cultura

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