Dopo il Comune anche la Regione. La Lombardia chiede di coltivare la cannabis terapeutica

Dopo il Comune anche la Regione chiede al Governo che la Lombardia sia il prossimo polo produttivo italiano della cannabis terapeutica.

Il 4 dicembre 2018, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la mozione a firma di Michele Uselli (+ Europa), per la coltivazione della cannabis terapeutica nella Regione.

La mozione prevede anche l’organizzazione di iniziative per la formazione dei medici abilitati alla prescrizione, il monitoraggio, attraverso rapporti annuali, del fabbisogno di cannabis terapeutico e l’istituzione di un tavolo di lavoro tra il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il ministero della Salute e l’Università degli Studi di Milano per promuovere il progetto pilota, con l’obiettivo di creare un polo non solo di produzione ma anche di ricerca.

In Italia la piantagione della cannabis è consentita soltanto a fine sperimentale per scopi scientifici e deve essere autorizzata dal ministero della Sanità. L’unica piantagione italiana e centro di produzione risiede a Firenze, presso lo stabilimento farmaceutico militare. Iniziata a piantare nel 2015, nel  2017 la canapa medica di Stato è arrivata nelle farmacie. Ma lo stabilimento  non è in grado di provvedere al fabbisogno nazionale.  E per molti malati l’accesso alle cure cannabinoidi è molto difficile se non ardua.

La cannabis terapeutica è legale dal 2007 ma, grave anomalia, il decreto non è stato applicato su tutto il territorio nazionale. Questo stato di fatto unito alla penuria dei medicinali lede il diritto alla salute e alle cure per migliaia di persone.

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