Denise, fragile custode di una spietata verità
Stesso coraggio, stessa voglia di riscatto quelli di Lea Garofalo e della figlia Denise, entrambe collaboratrici e testimoni di giustizia.
Lea Garofalo, simbolo della lotta contro la mafia, nata nella calabrese Petilia Policastro, aveva deciso di ribellarsi alla ‘ndrangheta, denunciando le faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco, padre di Denise, e riferì sui traffici di stupefacenti condotti dalla famiglia Cosco. Ciò comportò una anche l’arresto del fratello, Floriano Garofalo, capo di una cosca attiva a Pagliarelle che dopo essere stato assolto al processo perirà un agguato nel 2005.
Fu ammessa nel programma di protezione insieme alla figlia Denise nel 2002.
Nell’aprile 2009 Lea rinunciò volontariamente a ogni tutela contestando la qualifica di collaboratrice, dopo essere stata – come lamentava in una lettera inviata alla presidenza della Repubblica – vittima dei disagi a cui era costretta, a discapito, inoltre, della crescita della figlia.
Ma già a maggio dello stesso anno Cosco contattò Lea tendendole una trappola e inviando un sicario che avrebbe dovuto rapirla e ucciderla. L’attentato sfumò grazie a Denise, la quale, trovandosi inaspettatamente a casa, riuscì a informare i carabinieri, ipotizzando il coinvolgimento del padre.
Nel novembre successivo, trovandosi in difficoltà economiche, Lea contattò Cosco per accordarsi sul mantenimento di Denise. Non ascoltando gli avvertimenti del proprio avvocato, accettò l’invito di Cosco di recarsi a Milano per poter discutere di persona e far conoscere a Denise i cugini.
Si trattava, in realtà, di un ulteriore agguato di Carlo Cosco, il quale con dei complici, dopo averla separata da Denise, la rapì, la uccise e diede il suo corpo alle fiamme. Tornato a Milano, Cosco raccontò alla figlia che Lea, una volta ottenuti i soldi, era scappata.
Denise non gli credette e riuscì ad avvisare i carabinieri, denunciando la scomparsa di Lea. Le indagini partirono subito. Gli arresti degli esecutori avvennero nel 2010. Il processo che ne seguì vide Denise come testimone chiave contro suo padre.
Da allora Denise ha vissuto nascosta. Di lei, fino al 10 settembre 2026, si conosceva soltanto la voce, quando parlò tramite un altoparlante, pur celata al funerale, davanti ai pochi resti della madre trovati attraverso la collaborazione di Carmine Venturino, uno dei responsabili dell’assassinio e, a quanto sembra, fidanzato di Denise.
In quell’occasioni disse: “Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. […] Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti”.
Denise, in realtà, ha una vita difficile nel corso della quale, inciampa nella droga, ma anche momenti in cui l’esistenza diventa più lieve: dal 2018 supera lo status di protezione, cambia nome, trova un lavoro, continua ad essere seguita dal Servizio Centrale di Protezione della Polizia Criminale e da Libera, ha un figlio che ora ha quasi quattro anni.
E sembra non coltivare astio verso il padre. Nelle rare interviste che rilascia, anzi, lo commisera “perché non ha capito cosa ha perso: una famiglia”.
In realtà tutto ciò non basta per superare il peso di un’esistenza troppo difficile, segnata dallo sforzo di un coraggio estremo, dal dolore e dalla solitudine.
Denise si è gettata dalla finestra il 6 settembre 2026 e, dopo pochi giorni di agonia, il 10 settembre muore a 35 anni, la stessa età che aveva la madre Lea quando è stata uccisa nel 2009. Il giorno dopo è stata diffusa per la prima volta una sua fotografia.
Nel ricordarla Roberto Saviano ha scritto: “Nessuno può davvero comprendere cosa significhi portare addosso, per una vita intera, la scelta di essersi opposti a un potere diffuso, silenzioso, capace di insinuarsi, sporcare, isolare. Anche quando accanto c’è chi ti vuole bene, sinceramente, il peso resta insostenibile, perché si è soli ogni volta che si sceglie qualcosa che, per il solo fatto di averlo scelto, cambia per sempre tutto il resto”.
Link: The good mothers
Immagine: Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo

