Ai bambini di Gaza il Nobel per la pace
Il giornale Avvenire rilancia la proposta di Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia alla Federico II di Napoli, di candidare i bambini di Gaza al premio Nobel per la pace. Un’iniziativa, rimarca il giornale, per dire: “Basta. Se avete carità, basta voi che uccidete, basta voi che mentite, basta voi che non fate niente, basta se ancora siete qualcosa che somiglia a un uomo”.
Eugenio Mazzarella, con un gruppo sempre più folto di sottoscrittori, si è unito all’iniziativa dell’Associazione L’Isola che non c’è Latiano, la prima a lanciare la campagna rivolgendosi al Comitato norvegese responsabile del Premio, proponendo la candidatura del 2026 e ripromettendosi fin d’ora, nel caso di insuccesso, di riproporla per l’anno 2027.
Il testo dell’Associazione dice:
Alla cortese attenzione del Comitato Norvegese per il Nobel,
Con la presente, desidero/iamo sottoporre alla Vostra attenzione la candidatura dei Bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2026.
Nel cuore del conflitto più aspro del nostro tempo, una generazione cresce sotto assedio, privata di ogni diritto fondamentale: all’istruzione, alla salute, alla protezione, alla libertà. I bambini di Gaza non sono solo vittime. Sono simboli viventi di una speranza resistente, di un’umanità che continua a sopravvivere nonostante l’ingiustizia sistemica e la violenza cieca.
Nonostante abbiano visto distrutti i propri luoghi, le proprie famiglie e le proprie scuole, questi bambini continuano a disegnare la pace sui muri, a sognare un futuro migliore, a domandare con le loro voci fragili ciò che agli adulti spesso manca: la capacità di immaginare la riconciliazione.
Questa candidatura non è solo un atto simbolico. È un appello morale. Premiare i bambini di Gaza significa:
- riconoscere la loro sofferenza innocente;
- affermare che ogni bambino, in ogni luogo del mondo, ha diritto alla pace;
- chiamare la Comunità Internazionale alla responsabilità collettiva verso chi non può difendersi.
Il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza sarebbe un messaggio universale: nessuna guerra può cancellare il diritto di un bambino alla vita e alla dignità.
Con profonda stima,
Associazione L’isola che non c’è.
Ostacolo superabile
Il 9 agosto 2026 Avvenire, nell’articolo di Antonella Mariani, spiega che la candidatura non è “solo una provocazione o un fatto simbolico. O, almeno, non del tutto. Perché se è vero che un professore universitario – qual è Mazzarella – può, a norma di regolamento, avanzare una candidatura al Comitato norvegese (articolo 5), è altrettanto vero che il Nobel, in virtù del suo essere corredato da un cospicuo assegno, può essere attribuito solo a persone in carne e ossa o a organizzazioni che ne facciano buon uso, non a un intero popolo”. Se questo è un ostacolo “è un ostacolo superabile”, prosegue Avvenire portando l’esempio dell’assegnazione, nel 2025, a Corina Machado del Premio Nobel per il suo impegno politico e civile a favore dei diritti del popolo venezuelano.
A Gaza i bambini continuano a morire
L’iniziativa, come riporta il testo, punta a riconoscere l’infanzia di Gaza come simbolo universale delle vittime di guerra e a chiedere la tutela dei minori nei conflitti armati. È, inoltre, una doverosa presa di coscienza della realtà gazawa che vede “trecento bambini e adolescenti uccisi in 300 giorni. Uno al giorno dall’ottobre 2025, in un tempo che avrebbe dovuto essere di sospensione dei combattimenti. E invece a Gaza i bambini continuano a morire. Quelli che sopravvivono tra malnutrizione, malattie, acqua sporca e cure inesistenti stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa”.
Per aderire scrivere a: segr.direttore@avvenire.it. Il quotidiano cura la ricezione delle firme e la pubblicazione dei nomi dei firmatari.
Link: Ai bambini di Gaza il Nobel per la pace
Immagine di copertina: Gaza, le difficili condizioni dei bambini – photo by Hosny salah – pexels.com – ad uso gratuito


Stop al genocidio. Il popolo palestinese ha il diritto di vivere in pace ☮️
Stop al genocidio e nascita dello Stato di Palestina