Comune di Castelfranco Emilia. Entra in vigore l’inclusiva ǝ

Il Comune di Castelfranco Emilia (Modena) adotta il simbolo neutro ǝ per indicare tutti nel senso più ampio del termine, senza distinzione di genere. È defenestrato, dunque, il maschile universale, termine la cui ultima lettera sarà sostituita con la schwa, per cui tutti, ad esempio diventa tuttə

È stato lo stesso Comune a comunicare la decisione con una nota sulla propria pagina Facebook, dove si legge “Da diverse settimane avete visto comparire in alcuni nostri post il simbolo presente nella card, la schwa, ǝ, a chiusura di alcuni termini usati. Il rispetto e la valorizzazione delle differenze sono principi fondamentali della nostra comunità e il linguaggio che utilizziamo quotidianamente dovrebbe rispecchiare tali principi”.

La schwa è un simbolo (o vocale) dell’Alfabeto fonetico internazionale (in sigla AFI o IPA, dai rispettivi acronimi del francese Alphabet phonétique international e dell’inglese International Phonetic Alphabet), in uso dal 1886 per volere dell’Associazione fonetica internazionale, intenzionata a creare lo standard per i suoni linguistici di tutte le lingue del mondo; ogni simbolo AFI corrisponde, infatti, a un suono unico e universale.

Il nostro simbolo viene dal termine scevà, un adattamento del tedesco schwa della parola ebraica šěwā che viene tradotto con “insignificante”, ma anche “uguale o pari ”, introdotto come vocale breve in una grammatica del tedesco bavarese dal linguista Johann Andreas Schmeller  nel 1821, che la scrisse come segno grafico latino rovesciando la ‘e’  (ə) e, quindi, introdotta nell’AFI.

Per la fonetica ci affidiamo all’Enciclopedia Treccani che la descrive così “suono vocalico neutro, non arrotondato, senza accento o tono, di scarsa sonorità: sua pronuncia è un suono indefinito, che assomiglia all’insieme di a, e, i, o, u. Lo schwa ha una forma per il singolare (ǝ) e una per il plurale che si chiama “schwa lungo” (з)”. Detto ciò rimane la domanda, come pronunciarla? Non è facile perché ha un suono neutro, assente in italiano, quindi per gli esempi i più esemplificano citando la lingua inglese indicando la pronuncia della parola but, dove l’u si pronuncia come un suono che va dalla ad allo o: la chiamano pausa tra 2 consonanti: questa pausa è lo schwa.

Assente dalle tastiere dei nostri abituali dispositivi tecnologici, i suggerimenti, per scrivere, sono i seguenti: il copia e incolla da una  pagina di testo un’altra, o usare il simbolo matematico ‘∂’, o scaricare il software gratuito PhraseExpress (riportiamo l’informazione, ma non l’abbiamo testato). Per il sito ItalianoInclusivo è possibile usare la chiocciola ‘@ ‘ per il singolare e il ‘3’ per il plurale. L’importante è capirsi, condizione questa sì insostituibile per essere accettati e inclusivi. Pardon, accettatə e inclusivə. 

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