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Gli archeologi della “Città bruciata” camminano con lo sguardo in alto

Come nasce un progetto di ricerca tra due paesi, apparentemente, distanti come l’Italia e l’Iran? La spedizione al sito archeologico Shahr-e Sokhta, la “città bruciata” ci testimonia come la conoscenza sia un autentico ponte solidale che abbatte muri e pregiudizi. Ce ne parla il prof. Enrico Ascalone, studioso del Vicino Oriente che consiglia ai futuri archeologi di camminare guardando sempre in alto.

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Shahr-e Sokhta. Ri-vive la città bruciata in un progetto italo-iraniano

Parte la prima fase del progetto di studi archeologico congiunto Italia e Iran, che si propone di studiare e ricostruire l’habitat di Shahr-e Sokhta, il grande sito risalente all’età del bronzo. L’Italia, con l’Università del Salento, è la prima nazione straniera coinvolta dall’Iran dal 1979. D’altronde fu un team di archeologici italiani negli anni 70 del secolo scorso a compiere i primi scavi sistematici nella “Città bruciata”.

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Il ritorno del samurai. Un cavaliere Jedi del passato

Agli appassionati di “Guerre stellari” ricorderà il mitico Dart Fener. Il regista George Lucas si ispirò proprio agli elmi dei samurai per la caratterizzazione del personaggio. Oggi dopo 50 anni, grazie al programma “Restituzioni” che si occupa di restauro di siti archeologici, musei e chiese, ritorna “L’armatura del samurai”, ospitata dai “Musei reali” di Torino.

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Legge contro il caporalato. Un inizio verso la civiltà

La Camera dei Deputati approva in via definitiva il DDL 2217 a contrasto del caporalato, dopo l’avvio dell’esame del 17 ottobre 2016. Inasprite le pene contro un fenomeno che coinvolge sempre più persone di ambo i sessi, di tutte le nazionalità e che è ben lontano dall’essere un fenomeno solo italiano, complice la liberalizzazione del mondo del lavoro

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Concluso il II vertice di Roma sul caso Regeni

Nota congiunta dei procuratori italiani ed egiziani dopo il II vertice di Roma sulle indagini di Giulio Regeni. Elemento più importante emerso è l’ammissione da parte dell’Egitto che la polizia de Il Cairo ha condotto un’investigazione sull’attività di Giulio nella prima metà di gennaio 2016. Il procuratore egiziano Nabeel Sadek, chiede d’incontrare Claudio e Paola Regeni. Dall’Università di Cambridge arrivano i documenti tanto attesi

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Regeni. Basta commemorazioni. Ora azioni

Cosi parla la mamma di Giulio Regeni, Claudia, la quale con il marito Paolo ha partecipato all’audizione del Parlamento Europeo, da cui chiedono a tutti i paesi membri dell’Unione di dichiarare l’Egitto paese non sicuro, di richiamare in patria gli ambasciatori e d’interrompere ogni relazione commerciale. Ma anche di monitorare i processi egiziani contro chi combatte in Egitto in nome della libertà. Perché quello che è successo a Giulio potrebbe accadere a chiunque