Taggato: Amnesty International

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30 novembre. No alla pena di morte

Il 30 novembre torna puntale la manifestazione Cities for Life – No to death penalty, oltre 2mila città illumineranno i loro monumenti contro la pena di morte. Secondo il rapporto di Amnesty International 2018, sono più di due terzi i Paesi al mondo che hanno abolito la pena di morte “per o nella pratica”. Ma in molti Paesi la pena capitale è ancora in vigore e non risparmia i minori

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Revocato il premio di Ambasciatrice della coscienza ad Aung San Suu Kyi

L’organizzazione umanitaria Amnesty International ha revocato la sua massima onorificenza al leader de facto birmano, Aung San Suu Kyi, per aver ‘tradito i valori per cui un tempo si era battuta’, facendo riferimento alle violenze e deportazioni a cui è stata costretta la minoranze islamiche Rohingya in Myanmar

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In calo le esecuzioni capitali. La speranza viene dall’Africa

Sono in calo, a livello globale, le esecuzioni capitali, lo scrive Aenesty International nell’annuale Rapporto, relativo all’anno 2017. “Faro di speranza – scrive l’associazione – è l’Africa sub sahariana dove si è registrato un significativo decremento delle condanne a morte. Il caso Cina e i 4 Paesi che da soli costituiscono l’84% del totale delle uccisioni

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L’impegno internazionale e dei Premi Nobel per fermare la violenza contro i Rohingya

L’Australia costretta a respingere il ricorso contro Aung San Suu Kyi. Proteste nelle strade di Sydney Ma 3 Premi Nobel per la Pace sono pronte a denunciare il Governo del Myanmar alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio del popolo Rohingya. Possiedono prove e testimonianze, ma Amnesty International avverte: i bulldozer del Myanmar radano al suolo i villaggi di Rohingya e con essi le prove dei loro crimini contro l’umanità

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I Rohingya saranno rimpatriati nello Stato accusato di pulizia etnica

Il Myanmar (ex Birmania) ha annunciato il rimpatrio degli oltre 620mila rifugiati Rohingya, che dall’agosto 2017 scappano dalle violenze della natia Birmania secondo l’accordo preso con il Bangladesh. La storia si ripete come 25 anni fa, nonostante le accuse autorevoli contro il Myanmar di compiere una sistematica pulizia etnica dei Rohingya