Sistema acquifero di acqua dolce tra i sedimenti del fondo marino dell’Oceano Atlantico

C’è acqua dolce sotto l’Oceano Atlantico.  Una falda acquifera di 2800 chilometri cubi che si estende tra i sedimenti del fondo marino della costa Nord-orientale degli Stati Uniti.  A individuarla i ricercatori della Columbia University e del Woods Hole Oceanographic Institution, attraverso le onde elettromagnetiche, una misura avanzata per la mappatura dell’acqua, che è riuscita a rivelare la falda, finora invisibile alle altre tecnologie.

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, riferiscono di una massa d’acqua che, per estensione, copre la costa che va dal New Jersey al Massachusetts – la più grande mai trovata – e suggeriscono l’esistenza di altre falde acquifere in altre coste del mondo che potrebbero rivelarsi riserve di acqua dolce, da utilizzare per le zone aride come il Sud della California, il Medio Oriente, l’Australia o l’Africa sahariana.

Chloe Gustafson, prima firma della ricerca, ha specificato che la scoperta di acqua dolce nei fondali marini non è una scoperta assoluta, se ne conosceva l’esistenza, lo svelato dallo studio riguarda, invece, l’estensione del deposito e la sua “geometria”.

Dal petrolio all’acqua dolce

I primi indizi dell’esistenza di una falda d’acqua dolce si ebbero negli anni Settanta del Novecento, quando nel New Jersey si eseguirono delle perforazioni alla ricerca  del petrolio; zampillo ci fu, ma non d’oro nero ma di acqua dolce.

Nel frattempo, per ottimizzare la ricerca del petrolio, Kerry Key, coautore dello studio in questione, sviluppava la tecnica dell’utilizzo d’immagini elettromagnetiche per sondare il sottosuolo marino.

Mappa del sistema acquifero di acqua dolce nell’Oceano Atlantico (Scientific Reports)

Nel 2015 Key decise di testare la stessa tecnologia per rintracciare il deposito la cui acqua dolce era zampillata negli anni Settanta.  E dopo 10 giorni di misurazioni realizzate, in compagnia di Rob L. Evans, del Woods Hole Institute, nel sud del New Jersey e nell’Isola di Martha’s Vineyard nel Massachusetts, trovò la falda di ben 75 miglia di acqua dolce.

Le analisi successive hanno stabilito che l’acqua della falda è più fresca vicino alla costa e più salata man mano che entra nell’Oceano Atlantico: una caratteristica, secondo Kerry Key che farebbe supporre che si mescola gradualmente con l’acqua dell’Oceano.  Quindi per essere usata l’acqua proveniente dalle parti esterne della falda dovrebbe essere desalinizzata, ma il costo di tale operazione sarebbe notevolmente inferiore rispetto ai costi che si affrontano per l’impiego dell’acqua del mare, come già avviene.

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