Clima. La notifica degli Usa per uscire dagli Accordi di Parigi

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha notificato l’uscita dall’Accordo di Parigi sul clima. L’ha reso noto Mike Pompeo, segretario di Stato americano, con una nota che dice fra l’altro che gli Usa “hanno scelto di seguire un modello realistico e pragmatico che mostra come l’innovazione e i mercati aperti portano a una maggiore prosperità, minori emissioni e fonti di energia più sicure”.

L’iter formale di uscita durerà un anno e si concluderà il 4 novembre 2020, ossia il giorno successivo alle elezioni del prossimo presidente Usa, che per Donald Trump potrebbe trattarsi di una conferma per il suo secondo mandato. Se invece dovesse essere eletto un altro presidente, quest’ultimo potrebbe rinunciare all’uscita e riconfermare l’adesione all’Accordo;  considerando che non tutti gli Stati, città e imprese statunitensi sono d’accordo con la decisione di Trump e continuano a rispettare gli obiettivi ambientali prefissati.

Con quest’atto gli Usa sono il primo Paese a uscire dall’Accordo di Parigi sul clima.

L’Accordo di Parigi (COP 21) sottoscritto nel dicembre 2015 da 196 Paesi del mondo, fissò il limite massimo di aumento della temperatura mondiale entro i 2°C,  ma il Report Global Warming dell’IPCC del 2018, base scientifica della COP 24, ha stabilito il mantenimento del  riscaldamento globale entro il limite di 1,5, altrimenti, affermano gli scienziati, i danni per Pianeta e per il genere umano saranno irreversibili.

 

Fotografia: da sinistra – Donald Trump e Mike Pompeo, rispettivamente presidente e segretario di Stato degli Usa

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