Zannah Mustapha l’insegnante nigeriano che sfida Boko Haram

Nigeria Zannah fondatore scuola Nigeria“Questa scuola è aperta a ogni bambino, qualunque sia la sua religione o cultura” questo il pensiero e l’azione di Zannah Mustapha (nella foto a lato), l’insegnante che nel 2007 ha fondato una scuola a Maiduguri, la stessa città  della Nigeria del nord-est dove è nata l’organizzazione terroristica Boko Haram e che è stata l’epicentro della violenza dell’organizzazione.
Mustapha fornisce gratuitamente istruzione, pasti, assistenza sanitaria, incluse le uniformi ai bambini orfani o rimasti soli, a causa dei conflitti. Completamente dedito all’insegnamento il maestro nigeriano è riuscito a mantenere la scuola sempre aperta, anche nei momenti più critici degli attacchi di Boko Haram che secondo le stime delle Nazioni Unite, dal 2009 a oggi, hanno provocato 20mila vittime e più di 2 milioni di sfollati, la maggior parte dei quali in Nigeria, seguita dal Camerun, Ciad e Niger.

La scuola ospita 540 bambini rifugiati di entrambi le parti in conflitto, in segno di quella riconciliazione che Mustapha auspica il suo Paese raggiunga presto. Per il suo lavoro l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha dichiarato Mustapha vincitore del Nansen Refugee Award 2017.
“Il lavoro di Mustapha e della sua squadra è di grande importanza” ha sottolineato l’Alto Commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi: “Perché l’istruzione è uno degli strumenti più efficaci per aiutare i bambini rifugiati a superare gli orrori della violenza e dello sradicamento forzato”. Inoltre ha proseguito Grandi “la scuola contribuisce a promuovere la convivenza pacifica e a ricostruire le comunità nella Nigeria nordorientale. Al tempo stesso contrasta lo sfruttamento e l’assunzione di questi bambini da parte dei gruppi armati. Con questo premio” ha concluso “onoriamo gli ideali e il servizio reso di Mustapha”.

Boko Haram

Boko Haram significa “l’educazione occidentale è peccato”: è un organizzazione  terroristica jihadista. Nasce nel 2002 nella città di Maiduguri (capitale dello stato federale di Borno – Nigeria nordorientale), fondato da Ustaz Mohammed Yusuf, come setta religiosa sunnita, con l’intenzione d’introdurre la Shari’a (la legge islamica) come norma vigente in tutti i 36 Stati della Repubblica Federale della Nigeria.  Per diffondere la legge islamica, l’organizzazione si ripropone di combattere lo Stato federale.  Per Boko Haram ‘gli infedeli’ sono tutti coloro che non seguono le sue norme: compresi, quindi, i musulmani non di matrice sunnita. La popolazione nigeriana è composta, in proporzioni in parte equivalent,i da cittadini di fede islamica e cristiana.

Nigeria - Ragazze rapite da Boko HaramNel 2009 Yusuf viene arrestato e muore in custodia. Lo sostituisce Abubakar Sheakau. L’organizzazione aumenta la sua capacità operativa terroristica. Tra i suoi attacchi ricordiamo: la serie di attentati in diverse città della Nigeria del 2011: il più grave dei quali, realizzato nella base ONU ad Abuja (capitale della Nigeria) ha ucciso 11 inviati delle Nazioni Unite, 12 persone nelle vicinanze della base, ferendone oltre 100.  Complessivamente nello stesso anno le vittime di Boko Haram sono state 550. Nel 2012 aumenta l’escalation al punto da portare il Governo Centrale a dichiarare lo stato di emergenza in tutta la Nigeria, prossima a una guerra civile. Nel 2013 Amnesty International avvalla la fonte che parla di oltre 950 persone uccise da Boko Haram, nella prima metà dell’anno.  Nel 2014 è l’anno del rapimento delle 276 studentesse di fede cristiana della scuola secondaria di Chibok (nella foto in alto).  Nel 2015 viene eletto presidente della Repubblica della Nigeria Muhammadu Buhari, di fede islamica che fa della lotta all’integralismo, uno dei punti nevralgici del suo governo.  Nel 2016 gli jihadisti, dopo aver negoziato con il Governo Centrale e con l’intervento della Croce Rossa Internazionale e della Svizzera in qualità d’intermediari neutrali, ne hanno rilasciate 21.  Nel maggio 2017 Boko Haram ne ha liberate 82, il numero più consistente, anche se per alcune fonti le giovani rilasciate sono solo 50.

Dalla Nigeria ai Paesi confinanti e all’adesione a Daesh

L’azione di Boko Haram nel corso degli anni si è estesa nei Paesi confinanti quali Niger, Camerun e Ciad, dove si è reso protagonista di rapimenti e stragi. Nell’estate del 2014 nel Camerun è riuscito a rapire, la moglie del vicepremier insieme al capo religioso Seini Boukar Lamineel di Kolofata e alla sua famiglia . Nel 2015 l’organizzazione terroristica ha dichiarato di aver giurato fedeltà al Daesh e di aver assunto il nome di Stato Islamico dell’Africa Occidentale.

Nigeria - bambini e carro armatoOggigiorno susseguono nel corso degli anni fino ad oggi attacchi alle moschee, chiese cristiane, omicidi, stragi e fosse comuni.  In una tragedia senza fine c’è chi accusa, da tempo, l’infiltrazione di elementi di Boko Harman nel Governo e nell’esercito nigeriano.

Gli ultimi aggiornamenti ci riferiscono la denuncia di Amnesty International di un aumento di attacchi terroristici suicidi condotti da bambini di entrambi i sessi e giovani donne costretti a farsi esplodere.

L’Unicef riferisce di minori rimasti soli perché scappati da casa o respinti dalla loro comunità, che vengono facilmente reclutati e manipolati dalle forze terroristiche;  83 bambini, lamenta l’Organizzazione delle Nazioni Unite, sono stati usati come bombe umane da gennaio a settembre 2017.

 Il 24 settembre 2017 migliaia di sfollati nigeriani, ancora una volta, hanno organizzato una manifestazione nella città di Maiduguri, in segno di protesta contro la mancanza di cibo e di acqua e per le cattive condizioni nel campo profughi di Dalori, lo stesso che nel 2016 è stato bersaglio di un attentato suicida cha ha provocato oltre 60 vittime e centinaio di feriti.

Nessun luogo è sicuro con i miliziani di Boko Haram.  Ma Zannah Mustapha non si spaventa è la sua scuola è sempre aperta.

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