Yemen a rischio carestia

Bambini yemen,“La più grave crisi alimentare nel mondo” è l’allarme lanciato dal Commissario degli affari umanitari dell’Onu, Stephen O’Brien, rispetto allo Yemen,  i cui abitanti sono a rischio carestia.
Nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza, O’Brien ha riferito di “2,2 milioni di bambini che soffrono la fame e 10,3 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza immediata per sopravvivere”.  Intervenuto, poi, l’inviato speciale dell’agenzia in Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, ha precisato che su circa 24 milioni di abitanti, 18,2 milioni sono colpiti dall’emergenza cibo.

La guerra civile

Dal 2015 lo Yemen è vittima  di una feroce guerra civile che vede da una parte una Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita contro il gruppo armato dei ribelli degli Houthi,  indicati anche come “Comitati popolari”  La Coalizione,  che sostiene il presidente in carica yemenita Abd Rabbuh Mansur  Hadi, è composta dagli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto, il Bahrain, il Kuwait, il Quatar, il Marocco, la Giordania e il Sudan.  Oltre ad essere alleata con i gruppi armati anti-houthi chiamati “Comitati di resistenza popolare”.

La Coalizione internazionale che appoggia il governo dell’attuale presidente del Paese, Hadi, ha sede ad Aden, nel Sud dello Yemen. Gli Houthi, insieme ad alcune unità militari,  nella capitale Sana’a sono fedeli all’ex presidente yamanita, Ali Abdullah Saleh. Entrambe le parti sostengono di rappresentare il governo legittimo dello Yemen.

L’intervento della Coalizione internazionale

 Nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2015, la Coalizione con a capo l’Arabia Saudita a seguito della vittoria della rivoluzione popolare degli houthi che ha fatto cadere l’allora presidente del paese Abd Rabbuh Hadi,  bombarda lo Yemen.  Ha inizio la fase più cruenta della guerra civile.

Il 14 nobembre 2016 gli houthi dichiarano di essere pronti a cessare il fuoco e a sostenere un Governo di unità nazionale. Il 19 novembre la Coalizione internazionale dichiara una tregua di 48 ore, che, purtroppo è violata da ambo le parti. Lo Yemen rimane diviso tra il Nord controllato dagli Houthi e il Sud sotto le forze governative.

Ora Ismail Ould Cheikh Ahmed denuncia l’escalation di attacchi aeri degli ultimi mesi.

Gli appelli finora inascoltati

Amnesty International nel marzo 2016 ha chiesto agli stati della comunità internazionale tra i quali l’Italia, la Gran Bretagna e gli Usa di cessare i trasferimenti delle armi nello Yemen. Lo stesso appello è stato lanciato dalla Human Rights Watch. Nell’estate dello stesso anno, entrambe le associazioni hanno chiesto all’Assemblea Generale dell’Onu di sospendere l’Arabia Saudita dal Consiglio Onu per i diritti umano, almeno fino a Riyadh bombarderà lo Yemen.

Per l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i diritti umani, i bombardamenti aerei della Coalizione guidata dall’Arabia saudita hanno causato il 60% delle vittime civili .  Ha denunciato  attacchi aeri illeciti, con l’uso di munizioni a grappolo vietate a livello internazionale e che possono configurare come crimini contro l’umanità.

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