Taiwan si avvia verso il riconoscimento del matrimonio omosessuale

Taiwan verso il matrimonio omosessualeTaiwan sempre più vicina alla legalizzazione del matrimonio tra omosessuali. Il 24 maggio 2017 la Corte Costituzionale ha sentenziato che la legge locale, che consente il matrimonio soltanto tra persone di sesso diverso è “incostituzionale”, perché non “garantisce la libertà di matrimonio e l’uguaglianza tra i cittadini”. Pertanto l’Alta Corte ha chiesto al Parlamento di modificare il Codice civile o d’introdurre, entro 2 anni, una legge ad hoc che ammetta il matrimonio o le unione civili tra gli omosessuali.

La seconda possibilità potrebbe essere facilmente perseguibile, posto che una proposta di legge in tal senso è stata presenta al Parlamento taiwanese nel dicembre 2016 dal DPP (Partito Democratico Progressista), del quale è segretario la presidente del Paese Tsai Ing-wen, fervente sostenitrice delle uguaglianze sociali.

A Taiwan la battaglia per il riconoscimento dei diritti gay è di lunga data. Nel 2003 lo stesso Governo aveva  avanzato una proposta a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso e dell’adozione da parte di coppie gay, nell’ambito di una legge che rivendicava i diritti umani fondamentali per ogni individuo.

La proposta di legge subì la scure dell’opposizione, ma venne introdotto il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Un nuovo tentativo di disegno di legge è avvenuto  nel 2012. Mentre nel 2014 è stata avanzata la proposta di modifica del codice civile, per sostituire i termini che definiscono il matrimonio eterosessuale con quelli neutri, in modo da legalizzare ogni tipo di unione. La modifica denominata “Uguaglianza di matrimonio” è quanto ribadito dalla Corte Costituzione in questi giorni.

Molti paesi asiatici  hanno leggi specifiche contro l’omosessualità, soprattutto maschile; leggi  che prevedono pene detentive severe, quando non la condanna a morte.

Quindi se Taiwan dovesse, come sembra, legalizzare l’unione tra le coppie dello stesso sesso, oltre ad essere il primo Stato asiatico a legalizzare le unioni gay,  potrebbe aprire la strada a quei paesi del continente, dove le richieste per il riconoscimento dei diritti LGBT si fanno sempre più pressanti, come la Corea del Sud e il Giappone dove già esiste una legge contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale.

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