Svezia, give peace a change. Una preghiera ecumenica in nome della Pace

preghiera-ecumenicaUn atto formale e sostanziale è stato compiuto a livello religioso, ma soprattutto spirituale in chiave universale: la dichiarazione congiunta tra cattolici, luterani e cristiani orientali di perseguire un cammino di riconciliazione. Un gesto impregnato di significato che testimonia la volontà di guardarsi con rispetto non solo tra cristiani ma tra tutti i popoli.

Papa Francesco è volato in Svezia, in occasione del cinquecentesimo anniversario della data di inizio della Riforma protestante: 31 ottobre 1517 in cui forse per convenzione si ricorda il giorno in cui Martin Lutero affisse le 95 tesi teologiche sulla porta della chiesa della città sassone di Wittenberg.

“Rimanete in me ed io in voi- ultima cena- poco prima del suo donarsi alla Croce, possiamo sentire i battiti del suore cuore, ci dice che egli è la vita; noi dobbiamo rimanere uniti a loro, se vogliamo rimanere legati alla vita, gli chiediamo, Signore ad essere più uniti a te, per dare una dimostrazione di fede, speranza e carità; ci sono fedeli che non si rassegnano alla divisone; cattolici e luterani abbiamo iniziato a camminare insieme verso la riconciliazione: nel contesto dei 500 anni abbiamo questa possibilità. non possiamo rasserenarci alla divisione, abbiamo la possibilità di superare controversie e malintesi che ci hanno impedito di comprenderci. Gesù ci dice che Dio è padre della vita, il padre si preoccupa del nostro rapporto con Gesù, se siamo uniti a lui, vede se siamo pronti a quel futuro di unità, anche noi dobbiamo guardare il nostro passato, dobbiamo riconoscere i nostri errori e rimanere uniti, lasciandoci commuove dallo sguardo di Dio”. (Papa Francesco).

Nella gotica cattedrale di Lund, città a sud del paese scandinavo, territorio un tempo appartenuto alla Danimarca, che accoglie la più antica università svedese, si è svolta una cerimonia multicolore da ogni punto di vista, dalla croce naif che sembra dipinta da tutti i bambini del mondo, al coro e ai musicisti, di evidente origine etnico, una preghiera ecumenica in nome della pace e della riconciliazione. La Svezia di oggi rappresenta nel suo tessuto tessuto sociale la presenza di nuovi gruppi religiosi: 84% di luterani, 4% di mussulmani e il resto rappresentato dalle altre fedi.

Tra le autorità presenti, papa Francesco, Munib Yunan, vescovo della Chiesa Luterana in Giordania e in Terra Santa, Presidente della Federazione Mondiale Luterana, Antoine Audo, vescovo di Aleppo (chiesa caldea) e i reali di Svezia.

La dichiarazione congiunta firmata dal vescovo Yuman e da papa Francesco suggellata da un abbraccio fisico e spirituale, costituisce un impegno reciproco tra le due chiese, un lungo viaggio da percorrere insieme Durante la cerimonia vediamo un prete ortodosso che scatta una foto e un lungo applauso sigilla l’impegno preso insieme. Un servizio comune per il prossimo, senza sguardi ostili e pregiudiziali ma che si impegni per la dissolvenza dei grandi conflitti che provocano sofferenza e devastazione fisica e spirituale.

Il cammino verso la risoluzione dei conflitti, in particolare in nome della religione, che provoca sofferenze indicibili e la sostenibilità del pianeta, sono i due temi fondamentali che ricorrono con vigore tra religiosi e laici.

“ Non vogliamo assomigliare a una sfera dove tutti i punti sono equidistanti dal centro; preferisco un poliedro dalle tante immagini, dalle tante sfaccettature, mantenere le proprie peculiarità ma diventare una cosa sola” (papa Francesco).

Alla preghiera ecumenica all’interno della chiesa di Lund segue l’evento ecumenico nello stadio di Melmo in cui laici e religiosi con le loro parole e azioni si rivolgono alla solidarietà, ai gesti sostenibili e al dialogo attivo tra i diversi popoli.

Testimonianze

Un giovane indiana luterana, con un Master in scienze ambientali, ricorda i cambiamenti climatici che colpiscono il mondo: Nel 2013 ho visto il mio popolo annegare; nel dicembre 2015 altre inondazioni provocarono la morte di più di 500 persone nell’India Occidentale, causando migliaia di sfollati. Oggi come leader giovane della chiesa luterana chiedo al mondo, giustizia ambientale e sociale. Gli uomini in India si suicidano quando non sono in grado di pagare i debiti per il raccolto e le donne rimangano sole; le persone vittime dell’ingiustizia climatica, sono spesso le più povere che sono le più colpite. Non possiamo cambiare il clima, ma possiamo cambiare il sistema, possiamo riformare noi stessi e costruire un modo più pacifico e vivibile per tutti”.

Monsignor Hector Fabio, prete  colombiano racconta la sua terra benedetta ma martoriata dalle profonde divisioni sociali e politiche che hanno provocato i 60 di guerra, tra le forze governative e i guerriglieri delle Farc.

Un messaggio di pace da parte di rappresentanti africani che invocano di cercare la belleza e non l’inquinamento e la distruzione: “insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa”, a riconoscere quanto siamo uniti tra noi.

La “sorella” Margarite del Burundi, richiama l’attenzione sulla sua “follia” nell’amore che l’ha portata a fianco di migliaia di sfollati e rifugiati, donando a loro, un’opportunità di vita.

Rose Nathike Lokonyen, scappata dal Sud Sudan a otto anni, vive in Kenya come rifugiata dal 2002, fuggita a causa dalla guerra; i suoi genitori sono ritornati  per occuparsi dei fratelli.” Sono andata a scuola, ero una calciatrice; un giorno al campo profughi di, è stata fatta una selezione io ho vinto i 10 km e poi siamo stati portati a Nairobi ed io sono stata eletta come uno degli atleti di Rio. Selezionata come porta bandiera per presentare gli atleti rifugiati come me, questo mi dà speranza, forza e mi aiuta a raggiungere la mia comunità e i rifugiati come noi, molti sono sfollati come me”.

Autorità religiose a confronto: Munib Yunan

“Quando le persone religiose operano per il bene portano il fiorire di tutte le comunità umane: basta xenofobia, basta odio nel nome della religione, afferma Munib Yunan, vescovo luterano. Ho ascoltato con attenzione le vostre testimonianze: San Paolo diceva che se un membro soffre, tutti soffrono, così come nella gioia. Ognuno di noi, oggi ascoltando le vostre testimonianze, soffre con voi.

Si evocano gli accordi di Parigi nel 2015 sul clima che hanno stabilito gli obiettivi complessivi mediante meccanismi di supporto (finanziario, tecnologico e di competenze organizzate), per diminuire gli effetti letali dell’inquinamento.

Le Chiese hanno un valore forte nel creare una politica climatica; voi ci avete convertito a Parigi., Yuman si rivolge in particolare ai giovani. Lavorate per il cambiamento, non rimanete mai in silenzio, sfidateci; il cambiamento climatico è una questione di giustizia nei confronti della creazione di Dio. I leader luterani in Colombia hanno sempre perseguito la pace; give peace a change, al vostro popolo di vivere in dignità e giustizia. Ideologie moderne ha invischiato i nativi nei conflitti.

Yuman stesso è stato un rifugiato, come palestinese, ricorda il supporto della chiesa luterana: “tutti i rifugiati sono miei parenti: accogliere lo straniero è compito di ogni comunità per ridare una vita degna alle persone. Le chiese devono parlare con un’unica voce che dia fastidio a tutti coloro che operano per l’iniquità. Pregate affinché Gerusalemme sia condivisa dalle tre religione e dai due popoli Che la giustizia si diffonda in tutto il Medio Oriente e nel mondo

Papa Francesco

Papa Francesco, ricorda come sia molto più quello che ci unisce da quello che ci separa. “Condivido la costernazione per i cambiamenti climatici che ricadono spesso nelle persone con meno risorse che sono costrette a fuggir. Come si dice in spagnolo “al final, las grandes fiestas las pagan los pobres. Tutti siamo responsabili del creato; siamo chiamati a vivere secondo i nostri principi per la nostra casa comune.

Il papa ringrazia le testimonianza di fede e di azione compiute verso i rifugiati in Burundi e nel Sud Sudan, si rivolge a Margarite del Burundi: “quello che tu consideri una missione è stato un seme grazie al quale migliaia di bambini hanno modo di studiare e recuperare la salute, hai puntato sulla salute, ti ringrazio e anche ora in esilio, continui ad inviare un messaggio di pace, quello che fai è la pazzia dell’amore a Dio e al prossimo” Rose, testimonia l’integrazione attraverso lo sport, mentre ascoltavo la tua storia mi veniva in mente il bisogno di tanti giovani che hanno bisogno di essere incoraggiati.

Desidero ringraziare tutti i governi che assistono i rifugiati, gli sfollati e i richiedenti asili; ogni azione rappresenta un grande gesto di solidarietà e di riconoscimento dei dignità, è nostro compito andare incontro agli scartati e renderci protagonisti della rivoluzione della tenerezza. A breve ascolteremo la testimonianza di Antoine, vescovo di Aleppo dove il conflitto siriano ha causato l’indicibile sofferenza da oltre cinque anni; è eroico che rimangano persone ad assistere come il tuo operato. Non lasciamoci abbattere dalle avversità ma che queste storie ci motivino a lavorare sempre più uniti mediante un gesto di pace e di riconciliazione. La speranza non delude – conclude il papa.

Antoine Audo, vescovo della chiesa di Aleppo

Siamo testimoni di una giornata di commemorazione congiunta della riforma, avete invitato tutti i cristiani a camminare insieme, un nuovo stile e gesti coraggiosi che aprono percorsi di speranza per i cristiani e per l’umanità intera.

Seguendo Cristo con un gesto di umiltà, voi volete che noi accettiamo le nostre differenze e consentiamo alla misericordia di Dio di prevalere su tutto il resto, come cristiani orientali, apparteniamo a paesi mussulmani e arabi che condividono una storia di umanesimo e di dialogo attivo, non possiamo non pensare ai conflitti che i nostri fratelli arabi e mussulmani stanno vivendo, un’autentica distruzione della casa comune, l’80’% dei medici ha lasciato Aleppo, la maggior parte dei bambini non può andare a scuola (3 milioni.

Il deterioramento fisico e morale colpisce chiunque, in particolare adolescenti ed anziani. Scuole e università vengono bombardati ogni giorno. Una convivenza religiosa che viene ridotta ad una continua sfiducia e diffidenza. Persone di buona volontà non lasciate che la Siria venga distrutta e dispersa; cristiani, mussulmani, uniti per la costruzione della pace ascoltando i più poveri che possa diventare il pane quotidiano dell’ispirazione divina per tutte le religioni.

La religione non dovrebbe essere un impedimento all’incontro, nel rispetto reciproco e nell’attenzione ai più poveri, ricerca del bene comune. Motto dei cristiani che lavoravano alla Caritas: “Diventare cittadini insieme”. Salam Aleikum (Dio su di te/voi, in arabo)

Un prete ortodosso. lo stesso che aveva immortalato il momento storico della dichiarazione congiunta, irrompe con vigore: “Noi siamo lì, cristiani e mussulmani per sempre; Gesù e nato in Palestina, in Siria, in Libano, in Giordania, Egitto, in Iraq, l’essenza è essere con il Padre come diceva Giovanni Paolo II, come testimonianza dell’amore. Insieme a tutti i cristiani e mussulmani“.

Segue, la preghiera del vescovo luterano in arabo per la Siria e per i popoli e paesi in guerra.

Musica latina, araba, preghiere, anello di congiunzione tra i popoli

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