In ricordo di Jo Cox. Perché noi siamo più forti

Jo CoxIl 16 giugno 2017 è il primo anniversario della morte di Jo Cox, la parlamentare britannica uccisa per le sue idee politiche, una settimana prima del referendum sulla Brexit.

Jo Cox, laburista, attivista dei diritti umani e contraria all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, perse la vita nel suo collegio a Birstall, (West Yorshire), per mano di Tommy Mair, uomo con disagi mentali ma con una storia politica alle spalle di destra estrema, sostenitore del gruppo neonazista statunitense Naitional Alliance (NA).

Quel giorno Jo Cox era in procinto di tenere un comizio a favore dell’UE,  contro la Brexit, quando Mair, urlando “Britan first ” (Prima la Gran Bretagna), la aggredì con un coltello e un’arma da fuoco.  Morì dopo poco in ospedale dove era stata ricoverata urgentemente, lasciando 2 figli. Aveva soltanto 41 anni, ma la sua morte pur destando grande commozione non fu una sorpresa. Da mesi riceveva messaggi minacciosi e la polizia aveva arrestato un sospettato, ma non si era provveduto ad assegnarle la scorta. Episodi che non avevano spaventato Jo Cox, che aveva continuato a essere molto attiva sia nella campagna per la permanenza del suo Paese all’intero dell’Ue, sia nel suo costante impegno a favore dei diritti delle minoranze.

ricordando Jo Cox

Jo Cox, quindi, vittima dell’odio politico, di chi non riesce a tollerare un pensiero diverso dal proprio e risponde alla contrapposizione ideologica con l’eliminazione dell’altro. Le morti, come quelle di Jo Cox non sono soltanto un delitto verso la persona, lo sono anche contro la democrazia e l’unione sociale.

Per questo, le commemorazioni in memoria della deputata laburista, iniziate il 21 maggio 2017, sono all’insegna dell’unità, indipendentemente dalle idee.  Su proposta del vedovo di Jo, Brendan Cox,   proprio il giorno 21, quando in Gran Bretagna ferveva la campagna elettorale per le elezioni politiche, tenute il successivo 8 giugno 2017, i principali leader e i candidati dei partiti hanno deciso di sospendere l’attività politica per un’ora, visitando in omaggio di Jo Cox, le sedi dei progetti umanitari  che si adoperano per unire le comunità in tutto il paese.

In quell’occasione Brendan Cox ha espresso la speranza che la decisione di fermare la campagna elettorale si sia tradotta in un messaggio forte: un fronte unito, a prescindere dalle convinzioni politiche, contro l’odio e l’estremismo.  Perché, ha dichiarato Brendan Cox è vero, come amava ripetere la moglie che “ciò che ci unisce è di più di ciò che ci divide”.

Nimco AliUn messaggio che in Gran Bretagna, e non solo, è necessario dire ad alta voce e non stancarsi mai di ripetere.  Come dimostra la notizia riportata dalla versione online di The Guardian il 7 giugno 2017: Nimco Ali (nella foto a lato), a capo del Women’s Equality party, famosa per il suo impegno contro le mutilazioni genitali femminili, ha ricevuto una lettera contenente una minaccia di morte, firmata, perversamente, Jo Cox.

Nimco Ali, parlando con il quotidiano britannico ha confessato di avere paura, di essere stata presa di mira perché è giovane e nera, ma ha anche aggiunto che non si fermerà perché “dobbiamo dimostrare che nel mondo c’è più amore che odio, Voglio che il mondo sia un posto migliore”.

Come lo voleva Jo Cox, le cui commemorazioni riprenderanno il 16 giugno per proseguire fino al 21 giugno 2017 e che vedranno protagoniste le iniziative atte a promuovere la coesione e unione delle comunità del Regno Unito, dopo le elezioni dell’8 giugno.

Il giorno prima dell’attentato Jo Cox aveva postato su Twitter una serie di fotografie del marito Brendan e dei figli impegnati in una manifestazione, che aveva commentato così: “Perché noi siamo più forti”.

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