Papa Francesco in Colombia. Per dare il primo passo

Partenza Papa FrancescoPapa Francesco va in Colombia. Come ha detto più volte, il motivo del viaggio è ben preciso: accompagnare la Colombia nel complicato percorso verso la pace interna, iniziato dal Paese latino americano nel 2012. Nell’agosto di un anno fa la Colombia ha stretto un accordo con i guerriglieri delle FARC (Forza Armate Rivoluzionarie della Colombia). Un accordo storico che segna ufficialmente la fine della guerriglia che per oltre 50 anni ha sconvolto lo Stato sudamericano, provocando 220.000 vittime e 7 milioni di sfollati. L’accordo, siglato dalle 2 parti nel settembre 2016, aveva portato il presidente del Paese latinoamericano, Juan Manuel Santos, a pronunciare la celebre frase “C’è una guerra in meno nel mondo”.

Purtroppo un sogno di pace, durato una settimana. Nell’ottobre successivo, infatti, il referendum popolare al quale era stata chiamata la cittadinanza per confermare o meno l’accordo di pace, a sorpresa, votò per il “no”.  Da allora il percorso verso la pace e la riconciliazione nazionale si è fatto molto complesso.

La giustizia restaurativa

Siglato-patto-storico-di-pace-tra-la-Colombia-e-le-FARC-300x169La riconciliazione tra la Colombia governativa e i guerriglieri si basa, secondo gli accordi (foto a lato), sull’applicazione del concetto ‘giustizia restaurativa’ che contempla che “il colpevole riconosca le proprie colpe, chieda perdono e collabori nella ricostruzione della verità”. Una prassi che prevede il perdono (l’unico passo per la riconciliazione) del colpevole e, che mira, soprattutto, al risarcimento delle vittime.
Ma è stato proprio la decisione di applicare la “giustizia restaurativa” che ha provocato il fallimento del “si” al referendum che avrebbe suggellato l’accordo di pace. Come scrivemmo allora, “troppi crimini, troppi attacchi armati, troppo sangue e per troppi anni. Anche fra coloro che hanno votato sì, ci sono colombiani che preferirebbero accordi diversi per i guerriglieri delle Farc”.

Il viaggio

Demos el primer pasoIl 6 settembre 2017 Papa Francesco parte per un viaggio, come ha comunicato radio vaticana, apostolico e non politico: il suo 20° viaggio apostolico.  Il Papa porta la parola del Vangelo e come ha dichiarato il portavoce vaticano, Greg Burke per l’occasione “Il Vangelo chiama la gente alla pace, al perdono, alla riconciliazione. Il Papa porta il messaggio del Vangelo, un messaggio che è molto rilevante in questo momento”.

Le tappe del viaggio, che terminerà il 10 settembre 2017, sono Bogotá, Villavicencio, Medillin e Cartagena. I temi che Francesco affronterà, scelti dalla locale Conferenza episcopale sono: artigiani di pace, promotori della vita; riconciliazione con Dio, con i colombiani, con la natura; vita cristiana come discepolato; dignità della persona e diritti umani.

Il punto critico dell’accordo di pace

Giovedì 7 settembre Francesco incontrerà il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos e, successivamente, il comitato direttivo del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano). Per l’8 settembre è prevista la preghiera per la riconciliazione nazionale, nel corso della quale, continuiamo ad apprendere da radio vaticana.it “oltre alle parole del Papa” ci saranno “le testimonianze”, e la presenza di “vittime ed ex guerriglieri; questi ultimi da qualche tempo “inseriti nella società, ex-combattenti di diverso tempo fa, non di ieri o di un mese fa: gli altri sono in zone protette”.

Colombia Vittime e GuerririeriLe vittime della lunga guerriglia, che si sono sentite abbandonate e, come dicevamo, rappresentano il punto più critico dell’accordo di pace con le Farc. Famiglie alle quali è stato sequestrato un componente, per ottenere un riscatto esorbitante, gente che ha dovuto lasciare terre e proprietà a causa delle estorsioni. A loro il maggior supporto per giungere al perdono e alla riconciliazione. Infatti, la sera dell’8 settembre, dopo la preghiera della riconciliazione, Papa Francesco, presso la nunziatura di Bogotà, incontrerà nuovamente gruppi di vittime della violenza, militari ed ex guerriglieri.

Ma prima, alle porte dell’Amazzonia, il Pontefice pianterà un albero a simbolo della riconciliazione fra i colombiani ma anche tra l’uomo e la natura.

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