Nordest: Accoglienza diffusa. E il “rimandiamoli a casa loro” è minoranza

C’è un Nord Est che non ti aspetti, quello che dice a maggioranza assoluta: “Accoglienza diffusa”, quello nel quale “Rimandiamoli a casa loro” è una ristrettissima minoranza, pari quasi al 10% degli intervistati.

Si tratta del Nord Est raccolto, raccontato e diffuso nell’Osservatorio che Demos realizza tutte le settimane per il “Gazzettino”, e che – come dice la nota informativa – “rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento”.

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Eppure… Eppure il Nord Est è quel luogo nel quale si affiggono striscioni come “Benvenuti nel Montello, sarà il vostro inferno”, attaccato qualche settimana fa al muro perimetrale della ex-caserma che, in provincia di Treviso, è stata individuata come luogo di rifugio, accoglienza e ristoro per i profughi.

Eppure il NordEst è quella parte di Paese dove si trovano Goro e Gorino, due frazioncelle rintanate in mezzo alle acque del Delta del Po che nello scorso ottobre fecero le barricate – nel senso letterale del termine – per non permettere l’accesso ai loro piccoli paesi di 18 profughi, in netta prevalenza donne (di cui una incinta), che la Regione Emilia-Romagna aveva lì destinato seguendo proprio quel paradigma di “accoglienza diffusa” richiamato nel sondaggio.

Eppure – soprattutto – il Nord Est è quel luogo nel quale è plausibile far morire un ragazzo suicida in uno dei tratti d’acqua più urbanizzati del pianeta – il Canal Grande di Venezia – cavando dalle tasche l’immancabile smartphone per filmare la scena apostrofandolo, poi, con frasi del tipo: “Muori Africa, muori negro di m…”.

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Eppure, proprio in quel Nord Est, ecco che più di un intervistato su due di un sondaggio fatto da uno degli istituti più affidabili “vota” per l’accoglienza diffusa, insieme ad uno su tre che invece predilige le grandi concentrazioni. Sommati i loro due stati d’animo, ne vien fuori una maggioranza schiacciante di persone che dicono, o in un modo o nell’altro, che la soluzione al fenomeno epocale che stiamo vivendo è comunque, in qualche forma, l’accoglienza.

Accoglienza diffusa: analizziamo i dati

Per “accoglienza diffusa”, ricordiamolo ancora, si intende prevedere l’arrivo di profughi praticamente in ogni Comune, diffondendoli per il territorio, e quindi contraddicendo l’idea – parecchio diffusa – di ripristino di luoghi di detenzione palese.  Entriamo nel vivo dei dati che ne rilevano l’adesione:

è la soluzione prediletta in maggior misura dai nordestini giovani (tra gli under 35 si arriva al 63-65%) e in modo molto trasversale pure tra le diverse componenti socio-professionali: “l’accoglienza diffusa – scrivono quelli di Demos nelle conclusioni – viene indicata soprattutto da disoccupati (61%) e impiegati (65%), imprenditori e lavoratori autonomi (75%), liberi professionisti (68%) e studenti (72%)”. Continuando a leggere, si scopre come: “Il 31%, invece, indichi nelle concentrazioni dei profughi in pochi luoghi la soluzione più accettabile. In questo caso, sono soprattutto le persone di età centrale (35-44 anni, 39%), gli operai (47%) e i pensionati (35%) a insistere sull’utilizzo di spazi in cui far convergere grandi numeri di rifugiati”.

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Letto questo articolo sino a qui, con tutte queste considerazioni, diventa semplice immaginare che, invece, il “respingimento totale” (espresso e voluto quando era forza di governo dalla formazione politica egemonica di questo territorio, la Lega Nord) sia come detto ristretta minoranza, e sia prediletto dagli adulti tra i 55 e i 64 anni e dalle casalinghe…

Quindi, quale è la verità? Qual è il reale intendimento di quei territori così importanti e così peculiari? Dove un partito – appunto – come la Lega spadroneggia elettoralmente e socialmente, e dove al contempo convivono le più floride e significative esperienze di terzo settore, volontariato e accoglienza? Qual è la verità, quella che fa notizia, che va in prima pagina, o quella che viene raccontata in questo articolo basato su un sondaggio realizzato non più di venti giorni fa?

A questo punto, è difficile dirlo. E già questa è una notizia…

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