La fiamma olimpica arriva in Giappone. Un piccolo miracolo e non è il primo

La fiamma olimpica è arrivata in Giappone,  il Paese che ospiterà la XXII edizione dei Giochi  Olimpici dal 24 luglio al 9 agosto 2020.

Dopo la cerimonia del passaggio della torcia tra i Comitati Olimpici dall’Ellenico al Giapponese  – rappresentati rispettivamente dagli atleti Spyros Capralos e Naoko Imoto – avvenuta in Atene, allo stadio Panathinaiko dove si svolse la prima edizione dei Giochi dell’era moderna nel 1896, la fiamma olimpica, ben custodita in una lampada, ha spiccato il volo verso l’Asia con il Boeing 787 Dreamliner della Jal (linee aeree giapponesi), ribattezzato Tokyo 2020 Go’e recante sul fianco lo slogan che accompagna la staffetta della torcia olimpica: Hope lights our way – La speranza illumina il nostro cammino.

La speranza è necessaria più che mai per questi giochi olimpici che rischiano di saltare per colpa della pandemia Covid-19, mentre il Giappone conferma ogni giorno che Tokyo 2020 ci sarà. Per Thomas Bach poi, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, “sarebbe irresponsabile e prematuro partire da speculazioni e prendere una decisione oggi”.


Dopo 56 anni (dalle Olimpiadi del 1964) e dopo la cancellazione dei Giochi del 1940 per via della Seconda  guerra mondiale ma che si sarebbero dovuti disputare a Tokyo, la fiamma, nella notte tra il 19 e 20 marzo, è tornata nel Paese nipponico, precisamente a 250 chilometri a Nord della capitale, nell’area devastata nel 2011 dal terremoto e tsunami ed il conseguente crollo di 3 reattori nucleari.

Qui sarà esposta al pubblico nelle 3 prefetture colpite dal disastro – e dove molti abitanti vivono ancora in alloggi temporanei – Miyagi, Iwate e Fukushima, da dove il 26 marzo riprenderà la staffetta dei tedofori che toccherà 857 comuni di 47 prefetture, fino a giungere a Tokyo.

Ci saranno le Olimpiadi a Tokyo? Intanto la fiamma olimpica è in Giappone ed è già “una piccola vittoria simbolica “ come scrive  time.com.

Un’altra vittoria simbolica e non piccola, sempre nell’ambito di questi Giochi, è avvenuta con la qualificazione alle Olimpiadi della siriana Hend Zaza, campionessa di tennis da tavolo, che con i suoi 11 anni e 302 giorni ha conquistato il primato dell’atleta più giovane di Tokyo 2020 e seconda dal 1896. Hend Zaza è nata nel 2009 ad Hama, nella Siria centrale a 150 chilometri da Aleppo, una  delle città siriane più colpite dalla guerra.

Il primato assoluto di atleta più giovane rimane al ginnasta greco Dimitrios Loundras, che a 10 anni e 218 giorni gareggiò nei Giochi del 1896 e che nelle parallele a squadre conquistò il terzo posto.

Scende, invece al terzo posto della classifica storica, una bella ginnasta italiana, Luigina Giavotti che nel 1928, alle Olimpiadi di Amsterdam, a 11 anni e 302 giorni (solo qualche mese più grande di Zaza) ricevette la medaglia d’argento nella ginnastica a squadre. Luigina faceva parte del gruppo delle piccole ginnaste di Pavia, composta soprattutto da ragazze di 13 -14 anni.

Viceversa, la medaglia più ‘anziana’ nella storia dei Giochi appartiene allo svedese Oscar Swahn autore di una doppietta anagrafica: aveva già 64 anni quando vinse l’oro individuale nel Tiro a segno alle Olimpiadi di Stoccolma, e ben 72 anni e 279 giorni, alle Olimpiadi di Anversa del 1920, quando lo vinse con la squadra. Tripletta invece come sportivo, giacché già nel 1908 ai Giochi di Londra, Oscar Swahn aveva vinto un oro individuale.

Piccole miracoli che lastricano il cammino della grande speranza che i Giochi (gli impianti giapponesi sono pronti e la Pandemia nel Paese sembra sotto controllo con 963 casi confermati, 191 ricoverati, 33 vittime – dati della  Johns Hopkins University al 21 marzo 2020), possano partire puntuali e segnare la rinascita di tutta il mondo dopo l’ondata nera del COVID–19.

 

Immagini dall’alto verso il basso: 1) il Boeing 787 Dreamliner della Jal (linee aeree giapponesi), ribattezzato ‘Tokyo 2020 Go’ e recante sul fianco che nella notte tra il 19-20 marzo 2020 ha portato la fiamma olimpica da Atene in Giappone; 2) la lampada che ha custodito la fiamma durante il viaggio; 3) Hend Zaza, l’undicenne campionessa pongista siriana,  qualificatasi per Tokyo 2020

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