Lo Smart Tunnel dell’Aquila. Un corridoio rivoluzionario

Un corridoio rivoluzionario. Perché a lavoro finito sarà lungo 12 chilometri, correrà sottoterra di 4 metri e lo farà – soprattutto – nel centro storico dell’Aquila. È lo smart tunnel, una delle idee che hanno avuto nel capoluogo abruzzese per fare della terribile tragedia del terremoto una occasione di rinnovamento del territorio cittadino e delle infrastrutture urbane.

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Con i suoi 80 milioni di euro abbondanti di finanziamento è l’opera pubblica più importante della ricostruzione: un vero e proprio tunnel sotterraneo che diventerà l’arteria più importante per tutti i servizi per la città e per i cittadini.

Un vero e proprio gigantesco corridoio nel quale far agilmente passare ogni servizio ci venga in mente, dalla fibra ottica all’acqua potabile, dalla fognatura all’energia elettrica. Il tutto, quasi completamente ispezionabile (il tunnel è facilmente attraversabile a piedi, essendo alto quasi due metri e largo un metro e mezzo) e soprattutto totalmente implementabile: solo una minima parte dello spazio costruito, infatti, è occupata (ostruita) dai servizi oggi esistenti, quindi c’è tutto lo spazio per nuove idee, nuovi servizi, nuove tecnologie.

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Non solo: quando ci dovesse essere un disservizio, non ci sarà più alcun bisogno di bucare: la galleria è infatti – come dicevamo – percorribile: eventuali guasti, o implementazioni, avverranno sottoterra senza che da sopra ci si accorga di nulla, o quasi.

Ora: un’opera del genere sarebbe già ardita in una città normale. Figurarsi costruirla in pieno centro storico di una città con quasi mille anni di storia, con un dedalo di strade medioevali strette e anguste, sotto e intorno a palazzi giustamente vincolati dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali.

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Quest’opera – che l’associazione temporanea di imprese che si è presa la briga di realizzarla non lesina a definire “il più grande cantiere pubblico cittadino d’Europa” sul proprio sito – rivoluziona completamente l’idea stessa del servizio pubblico ai cittadini, rendendolo efficiente, facile, veloce, e soprattutto implementabile, quindi, sempre moderno.

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Grazie allo smart tunnel, ad esempio, per la prima volta le fogne del centro dell’Aquila saranno costantemente differenziate tra bianche e nere (in modo da poterle indirizzare verso diversi tipi di riutilizzo o smaltimento). E soprattutto, grazie allo smart tunnel in tutti i palazzi del centro entrerà direttamente la fibra ottica alla quale si attaccherà pure un efficiente rete di wifi pubblico e gratuito, facendo della città un vero e proprio gioiellino smart pronta per essere re-invasa dai giovani com’era, da frizzante capoluogo universitario, prima del tragico sisma.

Quest’opera, la cui completa realizzazione è prevista entro il 2018, sta destando molto interesse, in Italia così come – soprattutto – all’estero. Molti esperti “vengono all’Aquila – ha raccontato l’assessore alla ricostruzione del Comune, Pietro Di Stefano, in una recente intervista all’ANSA – per capire come sia possibile realizzare un’opera così, quali accortezze e quali complessità si incontrino nello scavare nel sottosuolo di una città fondata nel 1200”.

Problemi che ci sono già stati: i primi mesi di lavoro sono andati a rilento. Ma quelle complessità non hanno frenato i lavori, che hanno ad oggi completato quasi 3 chilometri di opera.

Lavori che vi promettiamo di seguire per voi. Perché queste sono idee che fanno bene alla mente e al cuore. Ergo, fa bene pure raccontarle…

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